Alla scoperta delle origini di Spider-Man

A brevissimo avremo l’opportunità di assistere all’ennesima riproposizione delle avventure dell’amichevole Spider-Man di quartiere. Il suo debutto al cinema avviene relativamente tardi rispetto ad alcuni suoi illustri colleghi- Superman e Batman per citare i più conosciuti- ma dal 2002 ad oggi, se si escludono l’apparizione del giovane Peter Parker in Civil War e l’imminente Homecoming, sono stati sviluppati ben cinque capitoli per il grande schermo. Prima però di accomodarci sulla poltrona del multisala e gustarci la nuova versione di Spidey interpretata da Tom Holland non sarebbe male fare un salto indietro di oltre cinquant’anni, dove tutto ebbe inizio e prima che si susseguissero un’immensità di albi a fumetti e vari reboot cinematografici.

L’Uomo Ragno e i suoi due “papà”: Stan Lee e Steve Ditko

Come molti già sapranno, l’ideatore dell’Uomo Ragno è quel simpatico vecchietto con baffi e occhiali che fa una comparsa,spesso esilarante, in ogni pellicola Marvel. Stiamo parlando ovviamente del novantaquattrenne Stan Lee.  Stanley Martin Lieber (questo è il suo vero nome) sul finire degli anni ’30 è un estroverso ed eccentrico ragazzo del Bronx con l’ambizione di fare lo scrittore. A causa delle ristrettezze economiche in cui versava la famiglia ha dovuto adattarsi fin dai tempi del liceo a fare i lavori più svariati, e sarà proprio grazie ad uno di questi che si avvicinerà al mondo dei fumetti: nel 1940 si ritrova quasi per caso ad essere il factotum della Timely Publications, casa editrice di fumetti che vede tra le sue fila Jack Kirby, un talentuoso fumettista. Al termine della Seconda Guerra Mondiale, dopo essersi arruolato nell’esercito americano, Lee è diventato in men che non si dica direttore editoriale della Timely, che a breve verrà rinominata Atlas. Per gli editori dei fumetti però stanno per profilarsi tempi bui. Nei primi anni ’50 infatti i fumetti sono bersagliati da un’ondata persecutoria che vede in prima fila numerose associazioni di genitori, i quali vedono nei comics un contenuto eccessivo di violenza e crudo realismo che a loro avviso rischiano di influenzare negativamente i giovani lettori. Gli editori scelgono di correre ai ripari istituendo una specie di codice di autoregolamentazione interno, il Comics Code Autority, con l’obiettivo dichiarato di eliminare progressivamente i contenuti immorali all’interno dei fumetti. Non appena entra in vigore Codice le vendite degli albi cominciano a calare vistosamente. Si chiude in quel periodo la cosiddetta Golden Age del fumetto americano. Ora gli autori vengono messi con le spalle al muro e sono costretti a reinventare storie e personaggi per riportare alla ribalta i loro supereroi. Verso la fine del decennio la DC Comics tenta di tornare alla ribalta dando un tono maggiormente leggero ai suoi eroi e rendendoli più al passo coi tempi. La DC inoltre torna a riscuotere un buon successo di pubblico con l’invenzione della Justice League. Si attende dunque la risposta della casa editrice di Lee. Il futuro creatore di Spidey nel frattempo aveva addirittura valutato di abbandonare il campo fumettistico, ma su suggerimento della moglie e del suo editore Goodman inizia a pensare alla creazione di nuovi eroi. Decide quindi di avvalersi della stretta collaborazione di Jack Kirby e di Steve Ditko. I tre, pur avendo personalità e punti di vista differenti, daranno vita ad una sinergia creativa che li porterà a rivoluzionare il mondo del fumetto per sempre. Nel novembre 1961 viene pubblicato Fantastic Four 1, un albo destinato ad aprire un’epoca. Intanto la Atlas ha da poco cambiato il suo nome in Marvel Comics.

Soddisfatto dell’esordio dei Fantastici Quattro, Stan Lee sceglie di alzare il tiro e lavora su un nuovo supereroe. Accenna della sua idea a Kirby ma la bozza che questi disegna del personaggio non lo soddisfa. Va allora da Steve Ditko, che riesce a trasportare sulle tavole in modo soddisfacente la sua idea originale. Così il 15 agosto 1962, sulle pagine della rivista Amazing Fantasy, destinata già alla chiusura, fa il suo esordio l’Uomo Ragno.

La copertina dell’ultimo numero di Amazing Fantasy, dove Spidey compare per la prima volta

A rendere eccezionale questo fumetto, oltre alle stupende vignette di Ditko, è la straordinaria unicità della storia e dei protagonisti. L’alter ego di Spider-Man è Peter Parker, un timido teenager appassionato di scienza che vive con gli anziani zii. Durante una dimostrazione scientifica viene morso da un ragno irradiato da un isotopo radioattivo. L’incidente gli fornisce inaspettatamente una forza sovrumana e dei poteri proporzionali a quelli di un ragno. Attirato dalla prospettiva di guadagnare rapidamente molto denaro si lancia nel mondo dello spettacolo. Una sera, uscendo da un’esibizione, lascia scappare un rapinatore che in seguito ucciderà suo zio Ben. Imparerà perciò a sue spese che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, e da quel momento in poi giurerà di usare le sue abilità per proteggere la città e combattere per la giustizia. A differenza di altri eroi l’Uomo Ragno presenta delle novità fondamentali. Peter Parker è un liceale incompreso nel quale molti ragazzi di allora (e di oggi) potevano facilmente identificarsi. Il suo alter ego se la cava decisamente meglio ma deve fare i conti con l’invidia e l’incomprensione di molti. Peter ogni giorno deve vedersela con supercattivi di ogni tipo e allo stesso tempo gli tocca affrontare i problemi quotidiani come le complicate vicende amorose o la precaria salute di sua zia. E a fare da sfondo alle sue avventure non ci sono città fittizie tipo Metropolis o Gotham, ma le strade e gli edifici che ogni abitante di New York può vedere tutte le mattine passeggiando per strada. Il modello del “supereroe con super problemi” si rivela vincente e verrà riproposto a più riprese nei decenni successivi. Un contributo significativo all’eccellente riuscita della storia lo danno pure i numerosi personaggi che riempiono la vita del ragazzo coi poteri di ragno: dall’amorevole zia May passando per i suoi due grandi amori Gwen Stacy e Mary Jane Watson, senza trascurare i villain iconici come Goblin o il Dottor Octopus…sarebbe impossibile fornire un elenco esaustivo di tutte le indimenticabili figure che nel corso degli anni hanno riempito le vignette del celebre Tessiragnatele. 

I risultati delle vendite dell’ultimo numero di Amazing Fantasy sono entusiasmanti, tanto che di lì a breve Spider-Man avrà un albo dedicato interamente a lui. In men che non si dica l’Uomo Ragno si imporrà come il fumetto di punta della Marvel, diventando al tempo stesso una celebrità dei comics e non solo!!

PS: Sulla reale paternità di Spider-Man si potrebbe aprire un dibattito infinito. Stan Lee o Steve Ditko? È vero che il soggetto veniva messo giù da Lee, e suo era anche il compito di scrivere i dialoghi. Tuttavia spettava a Ditko sceneggiare e disegnare i soggetti di Stan, abbozzando pure una prima stesura dei dialoghi. Comunque sia, non c’è modo migliore di chiudere questo pezzo ricordando l’aneddoto raccontato da Stan Lee riguardante la genesi dell’Uomo Ragno: «Osservando una mosca che camminava sul muro ho pensato: non sarebbe bello se un essere umano potesse fare la stessa cosa? L’ho immaginato adolescente e con un sacco di problemi personali. Quando l’ho portato, eccitatissimo, all’editore, mi ha rimproverato: “Stan, i supereroi non hanno problemi personali!”. Come sbagliava…“»

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