Spider-Man: Homecoming – Bentornato Spidey!

Spider-Man: Homecoming – Bentornato Spidey!
E finalmente ci siamo: è arrivata al cinema l’ultima pellicola destinata al tessiragnatele! Ma come se l’è cavata Jon Watts? Ha fatto la fine di Joel Schumacher dopo Tim Burton con Batman?

Io direi di no: finalmente dopo lo Spider-Man adulto di Raimi e quello al termine dell’adolescenza, cupo e con ancora gli ormoni a mille di Webb abbiamo un arrampicamuri adolescente, impacciato e che vuole crescere e diventare adulto in fretta.

Avevamo intravisto tutto ciò in Civil War: infatti Tom Holland ci aveva già regalato una splendida seppur breve performance in quell’occasione e con Homecoming riesce nell’impresa di non restare schiacciato sotto la trilogia di Sam Raimi e la mancata trilogia di Mark Webb.

Per fortuna il giovane Tom Holland riesce a reggere il confronto con Tobey Maguire e Andrew Garfield

Infatti questo film vuole differenziarsi nettamente dai precedenti: non narra nemmeno le origini del personaggi, già viste e riviste in precedenza con gli altri due interpreti. Ma comunque ci mostra lo sviluppo del personaggio che deve destreggiarsi tra la vita “normale” fatta di quotidianità e problemi adolescenziali (cotte, bulli, corsi scolastici ed esami, e chi più ne ha più ne metta) e la vita “super” piena di vecchiette smarrite a cui indicare la via e biciclette rubate da recuperare.

Quello che aiuta questa pellicola che altrimenti risulterebbe piatta per via della grande familiarità con il personaggio di Spider-Man sono i personaggi comprimari che fanno parte della vita di Peter Parker che impariamo ad amare fin da subito:

Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man), Laura Harrier (Liz), Tony Revolori (Flash Thompson) e Jacob Batalon (Ned).

Ned, interpretato da Jacob Batalon, è il migliore amico di Peter e quando ne scoprirà l’identità segreta lo supporterà e spronerà nella sua lotta contro il crimine. Il personaggio è la fusione di vari personaggi del mondo dei fumetti, ma soprattutto somiglia molto a Ganke Lee (migliore amico di Miles Morales, in Ultimate Spider-Man);

Zia May, interpretata da Marisa Tomei, è, ovviamente, la zia di Peter, tutti la conosciamo già dalle precedenti pellicole e sostanzialmente il personaggio non cambia molto rispetto alla storia già raccontata. Il casting, molto discusso all’epoca dell’annuncio dell’introduzione del personaggio in Civil War è stato giustificato da Stephen McFeely co-sceneggiatore di Captain America: Civil War, affermando che la Marvel voleva creare un Peter il più realistico possibile ed è per questo che sua zia non ha ottant’anni; se è coetanea di sua madre, per quale motivo dovrebbe essere di due generazioni più anziana di lei?

Tony Stark, interpretato da Robert Downey Jr., bisogna aggiungere altro?

Happy Hogan, interpretato da Jon Favreau, è l’autista e la guardia del corpo personale di Tony Stark, e in Homecoming lo vedremo molto spesso, soprattutto con la sua irriverenza che spesso sfocerà in gag esilaranti.

Liz, interpretata da Laura Harrier, è la cotta del nostro eroe, qui non c’è molto altro da dire perchè dovrete scoprire i retroscena guardando il film.

Flash Thompson, interpretato da Tony Revolory, è il bullo/personaggio fico della storia, qui l’unica cosa che mi riesce di dire è: perchè? Flash Thompson era uno dei pochi personaggi che era difficile sbagliare, un bullo non è un personaggio di grande spessore intellettuale di difficile interpretazione, eppure l’hanno reso un personaggio ridicolo che non ha quasi senso di esistere all’interno del film.

Insieme con i personaggi comunque bisogna lodare anche la trama che senza fronzoli ci porta dall’inizio alla fine attraverso un unico filo conduttore: la voglia di Peter di apparire capace e meritevole agli occhi di Tony Stark.

Un Tony Stark discreto aggiungerei: si temeva, fino a qualche settimana fa, che questo film sarebbe quasi stato più un Iron Man 4 vista la presenza dello stesso per buona parte della durata dei trailer, invece il personaggio è si chiave delle azioni di Peter, ma comunque non appare molto sullo schermo e lascia al nostro tessiragnatele il compito di riempire al meglio lo schermo.

Arriviamo dunque al villain della pellicola.

*Squilli di trombe*

Michael Keaton – Avvoltoio

L’Avvoltoio.

Bisogna proprio dirlo ragazzi: qua il character design è proprio fatto bene!

L’armatura e gli accessori rendono giustizia all’Avvoltoio dei fumetti (da notare la pelliccetta bianca del giubbotto che Toomes indossa sempre prima dell’armatura), e poi bisogna ammetterlo che Michael Keaton è maledettamente bravo! Lo seguo con ammirazione sin da Birdman, che gli ha fatto guadagnare un Golden Globe per il miglior atttore in una commedia, e con The Founder l’ho osannato!

In Spider-Man: Homecoming Keaton ci regala un’interpretazione davvero buona che, secondo il mio parere, ruberà più volte la scena agli altri interpreti presenti insieme a lui sul set.

Con un’espressività ed un carisma come quello di Keaton vi ritroverete quasi a tifare per lui.

Tornando al personaggio di Adrian Toomes,  quando ci viene presentato è un uomo comune che svolge un lavoro abbastanza comune, in un’escalation di avvenimenti si troverà a dare contro i super eroi rei di “fare quello che vogliono e di lasciare la gente normale a combattere per le loro briciole” e qui vi voglio, perchè da persone normali quali siamo, ahimè, anche noi, all’inizio gli potremmo anche dare ragione, ma la sua crudeltà e mancanza di scrupoli ci farà cambiare idea.

In questo caso quindi mamma Marvel ha confezionato un ottimo cattivo carismatico che convince a pieno!

Dunque bisogna ammettere che questo film riesce appieno nel suo intento di trasportare il nostro amato Uomo Ragno di quartiere nel MCU (Marvel Cinematic Universe, n.d.r.) senza annoiare con cose già viste.

Alcune cose però, secondo chi scrive, sono un po’ sottotono:

il bullo Flash Thompson ad esempio non è un bullo, ma solo un ragazzino viziato che prende in giro gli altri, pur essendo egli stesso uno “sfigato”;

Michelle, il personaggio di Zendaya, non mi ha convinto del tutto, sembra buttata lì a caso, per riempire la scena, salvo poi, nelle ultime battute del film, fare una rivelazione bomba che mi costringe a rimandare la valutazione completa del personaggio alla sua prossima comparsa in un altro film sul tessiragnatele.

In definitiva il film è pienamente riuscito in quanto diverte il giusto senza scadere nel ridicolo, fa riflettere sull’adolescenza di un super eroe che vorrebbe “giocare” nel mondo degli adulti e quindi trascurare la propria vita di adolescente, e per ultimo, ma non ultimo come fattore vincente, ci regala finalmente uno Spider-Man chiacchierone e spiritoso come nei fumetti, con un costume che in alcuni particolari, vedi ragnatele ascellari, ragnospie ed occhi espressivi, rimanda al classico, ma con gli upgrade di Stark che non guastano di certo.

Non ci resta altro da dire se non:

BENTORNATO SPIDEY!

 


P.s. Vi ricorda nessuno il costume fatto a mano di Peter?

 

Esatto, è un omaggio a Ben Reilly, anche se a colori invertiti!

 

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