Game of Deaths – Le morti nel Trono di Spade

SPOILER ALERT! : se non avete seguito la serie fino alla fine della sesta stagione proseguite a vostro rischio e pericolo!
“Quando si gioca al gioco del tronoo si vince o si muore“. Inutile girarci intorno, quando si pensa a Game of Thrones, che si sia fanatici o a digiuno del celebre serial HBO, la prima cosa che viene alla mente è l’interminabile sfilza di personaggi illustri mandati all’altro mondo nelle terre di Westeros e Essos. La morte nel Trono di Spade non è mai fine a sé stessa, ma è un personaggio vero e proprio, se non addirittura il protagonista visto quante variabili dipendono da essa, come sposta gli equilibri e mette in moto la trama sin dai primi episodi. Come la prematura dipartita di Jon Arryn, avvelenato da Lysa Arryn e Petyr Baelish, che avvierà una serie di tragiche conseguenze che daranno il via agli intrighi politici e familiari che ci hanno fatto innamorare di questo vasto e dettagliato universo fantasy. 
 Nonostante ogni decesso in questa serie è differente dagli altri per modalità, motivazioni e importanza nell’economia della trama, cercheremo di approfondire la conoscenza di quelle più celebri e rilevanti, individuando anche dei punti in comune molto interessanti che sembrano legarle (per cui temete per la vita del vostro personaggio preferito  se vi dovesse capitare di individuarne qualcuno nella prossima, imminente, stagione).
Il Sogno:
 Il sogno è un elemento di fondamentale importanza nella produzione HBO, e per quanto, purtroppo, molti sogni premonitori dell’opera originale di G.R.R. Martin siano stati eliminati dalla versione per il piccolo schermo, questi sono presenti nella maggior parte degli eventi che daranno una svolta epocale alla serie. Potremmo stare ad elencare centinaia di essi, come i sogni di Daenerys , che sembrano presagire un grande futuro per la madre dei draghi, ma in realtà sono ammonimenti di future sventure (basti ricordare com’è andata per Rhaego, nei suoi sogni lo stallone che cavalca il mondo). Nel libro i suoi sogni, spesso legati ai draghi, mai tuttavia molto chiari, sembrano anche presagire la dipartita del fratello e le pire funerarie dell’amato Drogo. Un altro sogno degno di menzione, e sempre assente nell’adattamento per il piccolo schermo, è quello di Arya Stark che sogna la voce del padre che si perde nell’oscurità, chiaro riferimento alla futura, ingiusta, decapitazione di Eddard Stark a opera di Joeffry Baratheon.
Matrimoni:

La serie mostra sempre di possedere uno strano senso dell’umorismo, beffardo, rendendo momenti normalmente associati alla gioia, tragici sia per i personaggi della storia che per gli spettatori. Senza dubbio i matrimoni sono uno di questi momenti. Impossibile dimenticare lo shock del tradimento subito da Robb Stark e Catelyn, durante le Nozze Rosse, quanto la soddisfazione provata dall’avvelenamento di uno dei personaggi più odiati non solo della serie, ma di tutti i tempi, Joffrey Baratheon, durante le Nozze Viola. Insomma chiunque voglia sposarsi nei sette regni dovrebbe prima fermarsi a riflettere se ne vale veramente la pena. I due eventi in questione sono inoltre accomunati da un senso di “giustizia”, una compiuta nel caso del giovane re, l’altra che si compierà solo nella sesta stagione quando sarà proprio la più piccola degli Stark, Arya, a vendicare la morte di madre e fratello, uccidendo in un colpo solo Walder Frey e due dei suoi numerosi figli.

Dalle Stelle alle Stalle:

L’ultimo punto che abbiamo esaminato, questa sorta di “karma” interno alla serie, ci porta a evidenziare come spesso nella serie grandi uomini di potere, non sono andati incontro alla loro fine in gloriose battaglie, come un fantasy tradizionale imporrebbe, ma spesso si ritrovano a perire in modi umili e a volte addirittura ridicoli. Viserys Targaryen, Khal Drogo, Tywin Lannister e Robert Baratheon sono solo alcuni celebri esempi. Il primo accecato dalla sua superbia verrà “incoronato” con una colata d’oro fuso da parte di Khal Drogo, il quale a sua volta lascerà il mondo dei viventi in uno stato di sofferenza disumano causato dalle ferite di battaglia prima, e dalla magia di Mirri Maz Durr dopo, finchè la sua amata Khaleesi non lo soffocherà per pietà. Tywin Lannister e Roberth Baratheon invece incontreranno la morte nei più umilianti dei modi, il primo seduto sul suo gabinetto rigorosamente d’oro (curioso il fatto che l’episodio in cui viene ucciso dal figlio sia andato in onda nel giorno in cui negli USA si festeggia il “Father’s Day”, il 15 Giugno), l’altro diventando preda di un cinghiale che stava cacciando.

Dalle Stalle alle Stelle:

Per contrasto, sono in molti i personaggi odiati o poco considerati che con addii onorevoli e a volte eroici si sono redenti facendo breccia nel cuore dell’audience. E’ il caso di Mance Rayder, che di fronte alla possibilità di rinnegare il proprio credo ha scelto piuttosto una morte atroce, resa più dolce da una caritatevole freccia del buon Jon Snow, che gli costerà la vita in quella che forse è la scena di morte (momentanea) più toccante e scioccante dell’intera serie. Tra coloro che sono stati leali fino alla morte possiamo annoverare anche l’immacolato Eddard Stark, ad oggi ancora l’unico personaggio senza alcuna macchia sulla coscienza nell’universo di Martin (persino le ipotesi di adulterio sono state fugate dalle rivelazioni sulle origini di Jon Snow) e il mai dimenticato Syrio Forel, che si sacrifica eroicamente per salvare la vita della giovane Arya Stark (per alcuni ancora in circolazione, dato che nella serie non lo si vede effettivamente morire, ma viene tuttavia lasciato a un destino quasi certo). Fra le morti eroiche tuttavia un posto speciale va riservato all’ormai leggendario sacrificio di Hodor, un personaggio considerato da molti “inutile” nell’economia della serie fino al momento del suo addio. In una sola puntata sovverte il giudizio di tutti diventando uno dei personaggi più amati, grazie una delle scene più emozionanti della storia della televisione moderna, accompagnata da una brillante composizione di Ramin Djawadi capace di scogliere anche il più freddo dei cuori. E’ davvero encomiabile lo sforzo compiuto dal personaggio in un intera vita segnata dal momento in cui andrà a sacrificarsi per il giovane Stark, in quanto, come ci mostra Bran stesso i suoi poteri non solo gli permettono di vedere eventi passati, ma di modificarli, diventando lui stesso causa della condizione del “gigante buono”.

“Hold the Door”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *