Le origini di Hulk ed i suoi disagi

Chi sui fumetti, chi sui film e chi su una serie TV con i capelli a spazzola, tutti abbiamo visto da qualche parte l’incredibile Hulk, il titano verde creato da Stan Lee e Jack Kirby basandosi su “Dottor Jekyll e Mister Hyde“.
Tutti sanno che il genio Bruce Banner ha cercato di salvare Rick Jones dall’esplosione di una bomba nucleare assorbendone tutte le radiazioni gamma. Da allora ogni volta che si arrabbia diventa Hulk, un essere enorme, verde e fortissimo dalle capacità logiche di un topo. E invece non è così semplice come sembra, e oggi vi parlerò di ciò che non vi è mai stato detto sulle origini del Golia Verde e dei suoi primi anni.

Prima di tutto sappiate che, come molti fumetti di quell’epoca, Hulk aveva dei cliché piuttosto frequenti, due dei quali prevalenti: se qualcuno ha dei superpoteri c’entrano le radiazioni; se un personaggio è cattivo, vuol dire che è comunista.

Nella nascita di Hulk troviamo entrambi questi fattori: non solo Banner si trasforma a causa delle radiazioni, ma come se non bastasse il motivo per cui il test non è stato messo in pausa è che l’uomo che avrebbe dovuto avvisare era in realtà una spia russa che voleva toglierselo dai piedi per scoprire i segreti dei raggi gamma.

Hulk grigio e Hulk notturno

Qui arriva la prima sorpresa che stupirà i meno esperti: Hulk nel primo capitolo è grigio. A partire dal secondo numero diventa all’improvviso verde.

(ovviamente, tempestata dai fan che richiedevano una spiegazione, la Marvel non se n’è mai dimenticata, infatti nel 1986, in “Incredible Hulk 330”, fa la sua comparsa Hulk grigio con tanto di spiegazione).

Inoltre nei primi due numeri Bruce Banner si trasformava solamente la notte, il che rendeva la storia molto più lenta (quanti capitoli interessanti si sarebbero potuti fare con un protagonista che, sapendo quando si sarebbe trasformato, si sarebbe chiuso in una caverna la notte, 2-3?) e perciò hanno deciso di cambiare: nel terzo numero viene intrappolato dal generale Ross in una navicella e viene mandato nello spazio, dove viene inondato altre radiazioni (questa volta spaziali, come quelle che hanno trasformato i Fantastici Quattro).

Sfortunamente la navicella spaziale cade e allo sbarcare di Hulk noi lettori veniamo a conoscenza di due fatti strani: ora non solo non si trasforma più in Banner alla luce del sole ma è diventato uno schiavo di Rick riproducendone tutti i movimenti e seguendo i suoi ordini.

Hulk con il telecomando

Il giovane decide di ritrasformarlo in Bruce tramite uno strumento di raggi gamma. Nei seguenti numeri si trasformerà in Hulk tramite questo stesso macchinario, riuscendo a mantenere la sua intelligenza nonostante fisicamente sia il Golia verde. Tuttavia, a causa del frequente uso di queste trasformazioni, inizia a perdere il controllo avendo diversi problemi prima psicologici e successivamente fisici: nel sesto e ultimo capitolo vediamo un Bruce Banner con la forza di Hulk per pochi secondi e poi un Hulk con la testa di Banner (episodio riutilizzato in modo meraviglioso dalla Marvel in Ultron Forever, storia di 3 capitoli che vi consiglio caldamente di leggere).

Dopo il sesto numero “Incredible Hulk” venne interrotto; nonostante questo il titano verde è apparso come Guest Star in diversi fumetti tipo Fantastic Four, Amazing Spider-Man e Avengers (sia come alleato che come nemico).

Successivamente guadagna un suo spazio in “Tales to Astonish” a partire dal numero 60 insieme a Giant-Man (che poi venne sostituito da Sub-Mariner) fino al numero 101 quando guadagna un fumetto tutto suo chiamato come l’originale: Incredible Hulk.

Modern Hulk

La trasformazione di Hulk come la conosciamo oggi (o meglio fino a qualche mese fa, chi ha letto Civil War II capirà), ci viene introdotta in Tales to Astonish 61. In questo stesso numero ci viene introdotto per la prima volta il Maggiore Glenn Talbot, che cerca sempre di aiutare il Generale Ross (per chi non lo conosce è, in poche parole, il J. Jonah Jameson di Hulk) a catturare Hulk, nonché rivale in amore di Bruce Banner.

Nei seguenti numeri troviamo una saga molto lunga che dura 15 numeri e vede come antagonista il suo arcinemico Leader, o Capo, un uomo che dopo un incidente coi raggi gamma simile a quello di Bruce guadagna una mente geniale. In questa saga Hulk viene persino mandato sul pianeta di Uatu (all’epoca era chiamato Watcher: è un essere di una razza molto avanzata che può solo osservare la storia senza interferire); arrivato da Uatu per rubare un artefatto dal potere inimmaginabile per il Leader con cui aveva un debito, l’Osservatore non può far altro che osservare. Sfortunatamente il titano verde si ritrova a combattere contro un potentissimo extraterrestre anfibio che però viene battuto. Tornato con l’artefatto lo dà al Leader, che però muore poiché l’oggetto mistico era troppo potente per la mente umana.

Hulk vuole pace

A partire dal numero 75 vediamo un Hulk alla ricerca di pace scappando dalle armate americane con eventuali nemici, viaggi temporali e spaziali. Nel numero 77 Rick, credendolo morto, dice a Talbot la verità. Anche Betty Ross la scopre nel numero seguente, mentre viene definitivamente rivelata a tutto il mondo nel numero 87. Nel numero 91 fa la sua prima apparizione Abomination (o Abominio, una spia comunista venuta a contatto con i raggi gamma che ha acquisito i poteri di Hulk rimanendo comunque lucido) che dopo una prima vittoria momentanea soccombe al potere di Hulk. Altri numeri da ricordare sono 93 e il 100, dove vediamo rispettivamente un combattimento con Silver Surfer e Sub-Marine.

Conclusioni

Voglio concludere rispondendo ad una domanda: vale la pena leggerlo? Sicuramente. È un po’ strano e allo stesso tempo divertente vedere l’inizio di Hulk e leggere dai fumetti l’evoluzione di un supereroe invece che da una pagina di Wikipedia è una cosa bellissima, e questo vale per tutti i personaggi esistenti, indipendentemente che sia della DC Comics, della Marvel oppure il Dottore di Doctor Who.

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