Il Trono di Spade – Recensione 7×04

Finalmente anche la settima stagione di Game of Thrones è giunta al giro di boa, facendo parlare di sé non solo per lo straordinario episodio di questa, ma anche per il leak, evento purtroppo abituale per quanto riguarda la serie HBO.

SPOILER ALERT!! Proseguite nella lettura solo se avete già visto l’episodio “Spoils of War”

L’episodio comincia esattamente com’era terminato il precedente, con Jon Snow ancora intento a spiegare all’ultima della dinastia Targaryen che la minaccia incombente sulle terre dei sette regni è reale . La regina inizialmente si mostra restia a stringere questa alleanza con il re del Nord, soprattutto in virtù del fatto che il bastardo di casa Stark non sembra incline ad inchinarsi e a unirsi alla causa della madre dei draghi. Tuttavia la situazione cambia quando lo stesso Jon, nella caverna da cui estrarrà il vetro di drago, mostra a Daenerys delle antiche incisioni  raffiguranti i primi uomini in guerra con gli estranei, facendo comprendere finalmente a quest’ultima l’ha che la minaccia è reale. Tuttavia la regina rimane irremovibile e non sembra intenzionata ad impegnarsi su questo fronte finché Jon e tutto il nord non si saranno inchinati di fronte alla legittima regina. A complicare la situazione vi è l’arrivo della notizia dell’esito della battaglia ad Alto Giardino (che purtroppo non abbiamo potuto vedere nell’episodio precedente).

 

 

Dopo la sua assenza nell’episodio precedente ci viene finalmente mostrato l’arrivo di Arya Stark a Grande Inverno. Il suo ritorno a casa è certamente più caloroso rispetto a quello riservato a Bran, anche perché lei non ha avuto contatti con nessun altro della famiglia Stark sin dalla penultima della prima stagione, tanto che in tutti i sette regni ormai da tempo la si credeva morta. Infatti delle guardie inette (attenzione perché questa scena potrebbe aver mostrato una grande debolezza verso eventuali attacchi esterni) cercheranno di fermarla ,senza successo, non credendo che lei sia chi sosteneva di essere.

 

Dopo che Arya avrà mostrato le sue abilità, mettendo in evidente imbarazzo la povera Brienne, l’azione si sposterà di nuovo agli eventi nei pressi di Alto Giardino. In pochissimi minuti quella che sembrava una scena come le altre, in cui Jaime Lannister riorganizza Bronn e le sue truppe, si trasforma all’improvviso in una carneficina dal tasso di spettacolarità elevatissimo che tocca anche i massimi storici della serie grazie all’ingresso di Drogon, cavalcato da Daenerys che evidentemente ha ignorato i consigli del primo cavaliere e del Re del Nord. Segue una spettacolare sequenza di infuocati (letteralmente) combattimenti della durata di circa 15 minuti, in cui, usando l’arma mostrataci nella puntata precedente, Bronn riuscirà a ferire Drogon alla sua ala destra, obbligandolo ad atterrare per essere curato Daenerys. Di questo piccolo frangente di vulnerabilità cercherà di approfittare Jamie che a cavallo, armato di lancia, andrà alla carica della madre dei draghi non tenendo conto che il drago, nonostante le ferite ricevute, fosse ancora in grado di difendere la madre tentando di incenerire lo Sterminatore di Re, che a sua volta verrà salvato per il rotto della cuffia dal “fedele” Bronn.

Questa volta l’HBO ci ha regalato senza alcun dubbio un episodio spettacolare ed eccitante, confermando la tendenza a far seguire questo tipo di episodi ad altri meno coinvolgenti come il precedente dove addirittura non ci veniva nemmeno mostrata la battaglia avvenuta a Alto Giardino. Anche a livello tecnico la puntata si innalza decisamente rispetto all’episodio precedente con un ritmo molto più veloce ed incalzante e persino una durata decisamente minore (tanto da essere l’episodio più breve dell’intera serie). E nonostante sia già stato fatto più volte è impossibile non sottolineare la qualità degli effetti speciali, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione tecnica di Drogon e delle sue animazioni realistiche e convincenti, capaci di rivaleggiare con una qualsiasi produzione hollywoodiana. Siamo davanti ancora una volta a qualcosa di mai visto sul piccolo schermo. Senza dimenticare che la spettacolarità della scena dell’apparizione del drago non è solo figlia di un’ottima sceneggiatura e di un utilizzo efficace della computer grafica, ma anche di un’eccellente messa in scena accompagnata dalla sempre solida colonna sonora.

Ci troviamo di fronte a un episodio eccellente, sicuramente uno dei migliori dello show, che ci lascia con molte domande e curiosità sul futuro delle vicende, facendo partire la spasmodica attesa dell’episodio della prossima settimana, il quale sicuramente darà all’inizio alla vera fase finale di Game of Thrones.

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