Foggy Nelson: l’Eroe camuffato #LunedìLegacy

Foggy Nelson… Da sempre grande amico di Matt Murdock aka Daredevil (Devil nell’edizione italiana fin dalla fine di Daredevil vol 4), è il principale deuteragonista della sua testata (se non sapete il significato di deuteragonista usate il dizionario).

Questo personaggio, apparentemente inutile, in verità è colui che tiene Matt Murdock coi piedi per terra e il pilastro fondamentale dei fumetti, a tal punto che nonostante sia qualcuno caro a Devil non è ancora morto (o almeno non definitivamente). Bene, parliamone.

Chi è Foggy Nelson?

Mi dispiace dover dire che la serie televisiva targata Netflix, che io particolarmente amo (anche se amo Daredevil in generale), per quanto sia fatta bene ha caratterizzato Nelson diversamente da com’è nei fumetti basandosi sicuramente sui fumetti del 2011 che mostrano un Foggy diverso (come vi parlerò più avanti).

Foggy è fondamentale nella storia di Daredevil e ne passa di tutti i colori: è già stato incastrato in un omicidio all’inizio di Daredevil vol 2 (che ricordiamo come l’apice di Marvel Knights), è obbligato a difendersi dalla stampa per la maggior parte del volume mentre Matt è in carcere; per un periodo, addirittura, la sua morte è stata falsificata da Vanessa Fisk e a partire dalla metà di Daredevil vol 3 soffre di cancro.

Quella volta in cui ebbe il cancro…


Vorrei soffermarmi in quest’ultimo periodo: già dall’inizio di Daredevil vol 3 possiamo notare un Foggy scontroso che facilmente cade nelle trappole dei nemici di Matt Murdock; il vero motivo di questo cambiamento ci viene svelato nel numero 23 di questa testata dove scopriamo che la “spalla” di Devil soffre di cancro. C’è un notevole cambiamento a partire da questo numero: i capitoli successivi ci fanno vedere anche l’importanza di Foggy nella vita di Matt Murdock.

Nelson si ritrova quindi inutile dentro una stanza d’ospedale mentre il suo migliore amico va in giro per la città cercando di salvarla dalla malavita. In questa stanza d’ospedale viene persino usato come merce di scambio con Daredevil.

Sin dal 1963 Foggy Nelson soffre di un certo complesso di inferiorità, problema giustificato da più motivi: cresciuto con una madre adottiva, durante la sua breve incarcerazione in Daredevil vol 2 la sua madre adottiva preferisce il suo lavoro al figlio assicurando a Matt che aveva creato la sua firma prima ancora che lui fosse nato; inoltre ha vissuto per anni nell’ombra di Matthew Murdock: sicuramente la vera stella della firma Nelson and Murdock è Matt, che vince tutti i casi.

Foggy e i bambini malati

Un capitolo molto particolare di questa testata è il 26 dove Foggy viene chiamato per aiutare dei bambini che soffrono di cancro a prepararsi all’incontro con Iron Man. I bambini in questione allora disegnano un fumetto secondo cui gli Avengers riuscivano a battere un mostro (rappresentazione del cancro) ed ad eliminarlo dalla Terra.

Di fronte a questa scena Foggy ha paura che i bambini credino veramente che Iron Man li curerà dal cancro e cerca di far loro capire che non succederà; allora un bambino risponde all’affermazione “gli eroi non possono curare il cancro” con “ma è un fumetto“.

Piccola pausa: Spider-Man e il cancro

Questo capitolo, che ci serve per dimostrare che i bambini non sono tanto ingenui come magari pensiamo, mi riporta ad un capitolo di Amazing Spider Man vol 1. Lo so che non c’entra più di tanto eppure non me la sento di parlare di cancro senza nominare Amazing Spider Man vol 1 248.

I fan di lunga data dell’Uomo Ragno sicuramente se lo ricorderanno: uscito nel 1984, è considerato uno dei dieci numeri più memorabili di Spider-Man. In questo capitolo Spider-Man visita un suo grande fan e arriva persino a rivelargli la sua vera identità. Nell’ultima pagina però vediamo Peter uscire dalla finestra della camera e possiamo vedere la scritta “clinica contro il tumore” e l’ultima parte dell’articolo di giornale che afferma che il piccolo Tim, affetto da leucemia, ha solo poche settimane di vita.

L’amicizia

Ma la storia di Foggy Nelson va molto oltre al cancro: si tratta di fiducia reciproca con Matthew Murdock su cui si basa tutto e la cui mancanza fa cadere tutto il palazzo: i maggiori pericoli cominciano con un litigio tra i due, e più volte abbiamo potuto constatare che non esiste una firma Murdock  né tanto meno una firma Nelson, bensì solo una Nelson and Murdock.

È senz’ombra di dubbio il migliore amico di Matt, a tal punto che in Daredevil vol 4, dopo aver falsificato la morte di Foggy in modo che non fosse in pericolo (senza il suo permesso tra l’altro), Matty gli dà il compito di scrivere un libro su Daredevil con tutta la sua storia e tutte le sue spese. Persino da morto viene preso come ostaggio da Kingpin insieme a quella che all’epoca era la fidanzata di Matt: Kirsten.

Inoltre, subito dopo Secret Wars (evento in cui però non abbiamo nessuna traccia di Daredevil e di Foggy, nonostante abbia compreso tutto il multiverso Marvel), è stato cancellata dalla mente di tutto il mondo la vera identità di Daredevil, nonostante ciò Matt decide di raccontare comunque tutta la verità a Foggy.

L’inizio

Comunque c’è da dire che non sempre Foggy e Matthew sono stati amici al cento per cento: più volte si sono disputati la stessa donna (il nome Karen Page vi dice niente?) e, principalmente all’inizio, erano quasi rivali al lavoro.

Inoltre nei primi due anni, come è successo negli anni a molti personaggi, ha avuto diversi cambiamenti fisici improvvisi e inspiegabili (niente comunque paragonato all’Hulk grigio che diventa improvvisamente verde).

Ovvio che negli anni venne caratterizzato a livello fisico e caratteriale.

Conclusioni

Credo che Foggy sia veramente sottovalutato: è un esempio per tutti, più di ogni altro personaggio della Marvel a parere mio, e non perché combatta il crimine coi suoi superpoteri o sconfigga i supercattivi; bensì perché combatte il crimine in maniera reale senza essere corrotto (facendoci vedere come la società attuale sia corrotta, tema principale trattato in Daredevil vol 3).

Se mai leggerete un capitolo di Daredevil ragionateci, osservate il ruolo di Foggy e domandatevi: “come sarebbe andate se lui non ci fosse stato?“, e allora ve ne accorgerete della sua importanza nelle storie del Diavolo di Hell’s Kitchen.

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