Jumanji: Benvenuti nella Giungla – RECENSIONE

Quattro ragazzi scoprono una vecchia console e si ritrovano catapultati in un videogame ambientato nella giungla, assumendo le sembianze dei rispettivi avatar dovranno fare squadra per completare il gioco.

TRAMA (Spoiler Free)

Il film inizia nel 1996, con il ritrovamento su una spiaggia del vecchio gioco da tavolo Jumanji, durante una notte il gioco si trasforma in un videogioco, allora il giovane Alex comincia a giocarci e viene trasportato all’interno del gioco stesso.

Nel 2016 conosciamo i quattro protagonisti: il nerd Spencer Gilpin, il giocatore di football Anthony “Fridge” Johnson, la bella e vanitosa Bethany Walker e l’introversa Martha Kaply.

I ragazzi verranno messi in punizione per svariati motivi e dovranno svuotare la cantina della scuola dalle cianfrusaglie per fare posto ad un’aula di informatica.

Durante la punizione Spencer e Fridge troveranno una vecchia console impolverata e decideranno di giocarci per spezzare la monotonia della punizione, convincendo a giocarci anche le ragazze: dopo aver scelto ognuno un avatar con cui giocare, verranno risucchiati all’interno del gioco nei panni degli avatar scelti e dovranno fare squadra per riuscire a completare il gioco e a tornare alla loro realtà.

RECENSIONE

   Personaggi

Spencer Gilpin/Dottor Smolder Bravestone

Spencer è il nerd del gruppo, quello che sa giocare ai videogiochi e che quindi comprende meglio le meccaniche del gioco in cui vengono catapultati.

Come Dottor Bravestone sarà invece il braccio del gruppo avendo a disposizione un avatar possente e dalle spiccate abilità combattive.

Anthony “Fridge” Johnson/Franklin “Topo” Finbar

È quello più sportivo, che però non rende molto a scuola e che quindi rischia l’espulsione dalla squadra.

Come Topo Finbar, invece, dimostrerà di essere un brillante zoologo (peculiarità) del suo avatar e con il compito di essere il braccio destro e tasca porta oggetti di Braveston. Avrà il grosso svantaggio però di essere lento nella corsa e quindi più volte verrà trasportato da Spencer con il disappunto di Fridge.

Bethany Walker/Professor Sheldon “Shelly” Oberon

Inizialmente è la ragazza vanitosa che pensa solamente a se stessa e che tutti i suoi problemi siano i più grandi del mondo.

Come Dottor Oberon è un’abile cartografo e dimostrerà che oltre il suo bell’aspetto (nella vita reale) possiede un carattere gentile ed è empatica verso gli altri cerca inoltre di migliorare la sua compagna di squadra Martha nelle sue tecniche di seduzione e di approccio con i ragazzi.

Martha Kaply/Ruby Roundhouse

Martha è una ragazza molto intelligente che però non riesce a instaurare legami con la gente che la circonda, finendo per essere fraintesa ed emarginata.

Come Ruby Roundhouse è un’agile avventuriera ed un’abile lottatrice. Con le sue tecniche di lotta riuscirà a difendere i propri compagni dai nemici presenti nel gioco e grazie all’aiuto di Bethany riuscirà ad imparare alcune tecniche di seduzione che, tra le altre cose, la renderanno anche più brava a relazionarsi con le altre persone.

Ambientazioni

All’interno del film sono presenti, sostanzialmente, due ambientazioni:

Il mondo reale

Dove vivono i protagonisti e dove si svolge la parte iniziale e finale della storia. Sostanzialmente è la classica cittadina americana con una scuola superiore frequentata dai ragazzi protagonisti del film.

Jumanji

Il mondo del videogioco dove vengo risucchiati i ragazzi. È una giungla piena di pericoli e animali selvatici. Conquistata dal malvagio Van Pelt, è diventata una giungla oscura dove anche le creature più disparate uccidono e mangiano i giocatori che vi si avventurano.

CONCLUSIONI

Il film sicuramente sarà piaciuto a chi, come il sottoscritto, sarà andato al cinema con una piccola vena di nostalgia soprattutto per il compianto Robin Williams protagonista della pellicola del 1995.

Devo ammettere che comunque non mi aspettavo un gran film, a livello di trama, pensavo più alla trashata commerciale/remake fatto solo per attirare dei nostalgici come me e fare incassi facili, invece mi sono dovuto ricredere! Il film mi ha dato per tutto il tempo la sensazione di essere all’interno di un videogioco e quindi, quando i protagonisti arrivavano all’ultima vita disponibile, mi sentivo come quando, nel lontano 1998, giocavo a Crash Bandicoot 3 ed arrivavo ad avere l’ultima vita: un’ansia terribile, fatta di urletti per le morti mancate per un soffio, o per i colpi subiti e prontamente assorbiti dalla maschera Aku Aku (Budega per gli amici).

VOTO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *