Deadpool 2 – Recensione

A distanza di appena due anni dal primo capitolo, in una primavera che gli appassionati di fumetti difficilmente dimenticheranno, fa ritorno in grande stile l’antieroe più irriverente e scorretto mai apparso nell’universo Marvel: Deadpool torna in sala con un nuovo elettrizzante sequel che garantisce azione sfrenata e assoluto divertimento. Il mercenario col costume rosso e nero si colloca molto distante dalle recenti trasposizioni di personaggi provenienti dalla Casa delle Idee fondata da Stan Lee: niente toni dark ed introspettivi alla Logan, nessuna minaccia alla sopravvivenza del pianeta in stile Avengers e sopratutto nessun cliché che ci si possa aspettare da un film dedicato ad un supereroe. Ma è proprio il suo essere spregiudicatamente fuori da tutti gli schemi che ha sancito l’enorme successo ottenuto al suo debutto nel 2016; successo che è destinato ad essere bissato con questo secondo atto delle avventure di Deadpool, che contribuisce a rendere questa prima parte del 2018 un eccellente susseguirsi di cinecomic di alto livello.

La trama

È passato circa un anno da quando Wade Wilson si è preso la sua vendetta nei confronti dell’uomo che gli aveva dato i poteri, dopo averlo però torturato e sfigurato senza pietà. Ora tutto sembra andare per il meglio nella sua vita che trascorre alternando missioni da sicario in ogni angolo del mondo con addosso la maschera del suo alter ego interrotte da piacevoli momenti di svago insieme alla sua fidanzata Vanessa. La felicità tuttavia non è destinata a durare a lungo, e Deadpool si renderà presto conto a sue spese che chi indossa un costume ha anche tanto da perdere. Mentre tenterà ancora una volta di diventare un membro degli X-Men sarà costretto a vedersela con Cable, un super soldato venuto dal futuro per eliminare un giovane mutante che fatica a controllare la sua rabbia. Ma Wade non dovrà affrontarlo da solo. Ad aiutarlo infatti ci saranno infatti i membri della cosiddetta X-Force, un improbabile gruppo di pseudo eroi più bravi a creare problemi che a risolverli. I combattimenti e le gag comiche possono avere inizio.

Recensione

Questo secondo capitolo dedicato al mutante più dissacrante della Marvel riprende quegli ingredienti che ne avevano sancito il boom di incassi al suo esordio, riuscendo a compiere perfino un ulteriore salto di qualità. La spregiudicatezza di tenere per quasi due ore al centro della scena un personaggio che spara ininterrottamente sberleffi e volgarità rivolti a chiunque (non viene risparmiato davvero nessuno, nemmeno David Beckham e Batman) risulta nuovamente vincente. Buona parte del merito va al lavoro svolto da Ryan Reynolds, sempre più bravo a trasmettere l’energica passione con la quale si cala nei panni del logorroico killer mascherato. A differenza della prima pellicola, stavolta l’attore ha contribuito sia alla stesura della sceneggiatura sia alla scelta del casting, dimostrando-qualora non fosse già palese-il suo totale coinvolgimento nel progetto. Ne viene fuori un sequel divertente dal primo all’ultimo minuto, in cui vediamo Deadpool provare a diventare un vero eroe, mosso non dalla sete di vendetta ma dalla voglia di fare la cosa giusta. La galleria dei comprimari che lo affiancano nella sua folle missione si arricchisce con delle new entry che ci metteranno poco ad attirare la simpatia degli spettatori, una su tutti la prorompente Domino interpretata da Zazie Beetz. Un altro elemento che dà un contributo significativo ad alzare l’asticella rispetto all’episodio precedente è il villain. Il Cable a cui presta il volto Josh Brolin è il contraltare perfetto per l’antieroe chiacchierone: lotta per la salvezza della sua famiglia e non usa giri di parole. L’incontro/scontro tra i due sarà aspro e senza esclusione di colpi, ma saprà regalare pure delle battute memorabili. Dopo Avengers-Infinity War (2018), Brolin riesce ad impersonare un altro antagonista che lo fa entrare di diritto tra i migliori interpreti di cattivi presenti oggi.


Perfino il cambio di regia, avvenuto a causa di divergenze creative tra il direttore del primo lungometraggio e Reynolds, sembra giovare alla resa finale. L’ex stuntman David Leitch, regista degli ottimi John Wick (2014) ed Atomica Bionda (2017), dimostra di avere ormai una valida padronanza del genere mettendo a punto un mix riuscitissimo di adrenalina e risate. Le scene di azione al ritmo di dubstep ne sono la prova perfetta. La colonna sonora, come il film precedente, contiene numerose tracce che rimandano direttamente al rock-pop degli anni ’80. Su tutte merita un apprezzamento speciale il singolo di Céline Dion composto appositamente per i titoli di apertura (che sono un omaggio parodistico alle sequenze di apertura della saga di James Bond).

Conclusioni

La campagna pubblicitaria che ha preceduto l’uscita di Deadpool 2 è stata piena di brevi sketch, video e trovate promozionali geniali e assurde al tempo stesso. Veniva quasi spontaneo chiedersi se non si trattasse solo di tanto fumo dietro al quale si nascondeva una realizzazione mediocre. Per fortuna la risposta è categoricamente negativa. Il ritorno di Wade Wilson sul grande schermo è un rocambolesco action movie in grado di non annoiare per un singolo istante. Le rotture della quarta parete, i flashforward, i continui siparietti comici non fanno che aumentare l’intrattenimento. I presupposti perché la saga non si fermi qui ci sono tutti. Deadpool ha saputo vincere la sfida dell’esordio e si è superato con questo atteso seguito…il terzo capitolo per lui sarà un gioco da ragazzi!

PS: Ormai anche i meno esperti sanno che, quando ci si reca al cinema a vedere una produzione Marvel, non bisogna mai alzarsi dalla sedia durante i titoli di coda, dal momento che le scene post credits sono una felice costante. Evitando qualsiasi tipo di spoiler, vi basti sapere che quelle presenti in questo cinecomic sono di gran lunga le migliori degli ultimi anni…vedere per credere!!

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