Jurassic World-Il regno distrutto – Recensione

“Erano qui prima di noi e se non stiamo attenti…saranno qui anche dopo!”

Poco prima che arrivi un’estate durante la quale, come al solito, l’offerta cinematografica calerà drasticamente, i celebri dinosauri portati per la prima volta sul grande schermo dall’incredibile ingegno di Steven Spielberg nell’ormai lontano 1993 tornano a terrorizzare ed affascinare le platee di tutto il mondo nel secondo capitolo della nuova saga dedicata agli animali del Giurassico. Jurassic World- Il regno distrutto prosegue la storia dell’episodio precedente e trascina i protagonisti in un’avventura rocambolesca e ricca di adrenalina. A ben guardare però Il regno distrutto non presenta nulla di particolarmente innovativo o diverso dalle altre produzioni del franchise: il coinvolgimento è assicurato ma nel vederlo si ha l’impressione che, pur trattandosi di un prodotto ben confezionato, non riesca ad emozionare come ci si poteva aspettare e probabilmente non concorrerà per essere classificato tra i più memorabili della serie.

 

La trama

Sono passati tre anni dai disastrosi eventi che hanno portato alla chiusura del parco Jurassic World. Da allora i dinosauri hanno vissuto liberamente ad Isla Nublar, ma la lava vulcanica che sta per sprigionare l’imminente eruzione del monte Sibo minaccia di sommergere l’isola e di porre fine alla loro esistenza. Il governo è incerto se darsi da fare per garantire la sopravvivenza delle magnifiche creature superstiti o lasciare che il cataclisma che sta per abbattersi sull’isola le uccida una dopo l’altra. L’ex manager del parco Claire Dearing, che nel frattempo ha fondato e dirige il Dinosaur Protection Group, viene contattata dal magnate Benjamin Lockwood, un tempo socio del fondatore del primo Jurassic Park, che ha un piano per portare in salvo i dinosauri. Claire allora chiede aiuto per questa missione di salvataggio ad Owen Grady, l’ex addestratore di velociraptor del parco di Isla Nublar. Owen accetta spinto soprattutto dall’idea di poter ritrovare Blue, il raptor dalla straordinaria intelligenza con il quale aveva instaurato un legame speciale. Ma degli uomini d’affari senza scrupoli hanno un piano segreto per i rettili superstiti, e ben presto la missione di Claire ed Owen diventerà una lotta disperata per salvare la vita degli animali che rischiano l’estinzione e anche la loro!

Recensione

Nel 2015 Colin Trevorrow aveva riportato in auge l’universo dei dinosauri con Jurassic World, proponendo un rilancio della saga con un’avventura che ricalcava sotto diversi aspetti-ed innumerevoli citazioni-l’originale di Spielberg, ottenendo un eccellente riscontro al botteghino. Con questo secondo atto invece, il regista spagnolo J. A. Bayona tenta di alzare il tiro mettendo in scena una storia ancora più estrema della precedente. L’azione parte praticamente subito e prosegue senza sosta fino ai minuti conclusivi. Non è soltanto la componente action ad essere incrementata, dal momento che pure gli imponenti rettili subiscono un upgrade significativo: ne Il regno distrutto si potrà ammirare il minaccioso carnotauro, anche se a far saltare gli spettatori dalla sedia ci penserà l’Indoraptor, una specie creata artificialmente dall’incrocio tra Indominus Rex e Velociraptor. Stando a queste considerazioni sarebbe lecito immaginarsi un sequel pressoché perfetto, mentre invece non è esattamente così. Se la spettacolarità è senza dubbio apprezzabile, non altrettanto si può dire della vicenda e dei personaggi principali. La trama è infatti piuttosto prevedibile e per nulla originale, tanto che quelli che dovrebbero essere dei colpi di scena o sono ampiamente anticipabili o vengono liquidati troppo rapidamente. I due protagonisti poi non sono di grande aiuto: la coppia Chris PrattBryce Dallas Howard non brilla di certo per originalità o alchimia, anzi. E come se non bastasse le due giovani reclute che li aiutano nella loro impresa non fanno che peggiorare la situazione, grazie ad una recitazione monocorde e a delle battute umoristiche poco efficaci. Spostando lo sguardo al cast di comprimari si nota un sensibile miglioramento. Seppure in ruoli minori, James Cromwell, Geraldine Chaplin e Toby Jones regalano interpretazioni degne di nota. Lo stesso discorso vale per Jeff Goldblum, il cui acclamato ritorno tuttavia si limita ad un breve cameo che apre e chiude la pellicola. Il registra sembra in fin dei conti voler dare maggiore spazio agli animali che agli esseri umani, però quando questi ultimi vengono chiamati in causa il film mostre tutte le sue fragilità. A Bayona va riconosciuto il merito di aver collocato, nella seconda parte del blockbuster, il confronto dinosauro-uomo in un’ambientazione insolita e a tratti suggestiva. Nonostante questa scelta azzeccata, le sequenze in questione rimangono nel solco di quelle già presenti negli altri episodi giurassici, senza che mai si provi ad osare qualcosa di davvero audace.

Conclusioni

Jurassic World-Il regno distrutto incontrerà certamente il favore del vasto pubblico appassionato al franchise avviato-e non ancora abbandonato, visto che il suo nome compare tra i produttori esecutivi-da quel genio di Steven Spielberg venticinque anni fa. Ma a guardarlo attentamente si fatica a scorgere qualcosa che lo contraddistingua dai capitoli che lo precedono. Il gioco al rialzo di creare ogni volta dinosauri sempre più terrificanti funziona fino ad un certo punto dato che le produzioni hollywoodiane degli ultimi anni hanno finito per assuefare gli spettatori alla presenza di enormi creature che spesso vogliono far riflettere sul rapporto conflittuale uomo/natura o uomo/scienza (basti pensare a Kong: Skull Island o al recente Rampage- Furia animale).
Il finale de Il regno distrutto crea dei presupposti intriganti per un ulteriore seguito che nelle mani giusti potrebbe offrire uno scenario inedito ed emozionante. C’è quindi l’ipotesi che questo secondo Jurassic World possa essere l’intermezzo di una nuova trilogia che crea le basi per un terzo atto coi fiocchi. Speriamo che sia così.

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