Shazam! – Recensione

Trascorso il periodo nel quale alcuni dei suoi più grandi progetti (Batman V Superman e Justice League, giusto per non fare nomi) non avevano ottenuto il successo sperato, mentre altri che sulla carta partivano decisamente meno favoriti, tipo Wonder Woman e Aquaman, hanno riscosso un buon successo di pubblico e critica, la DC si stacca-per adesso-dal gruppo storico dei membri della Justice League of America per proporre un lungometraggio dedicato ad un supereroe non conosciutissimo ma dal potenziale molto interessante: Shazam. La parola a molti potrebbe ricordare solamente la celebre applicazione per smartphone capace di riconoscere qualsiasi canzone, ed invece stiamo parlando di un personaggio creato nel lontano 1939 e che all’inizio si chiamava, guarda caso, Captain Marvel, ma che nel 1972 in seguito ad una controversia legale contro l’omonima casa editrice di fumetti fondata da Stan Lee è stato costretto a cambiare il suo nome in Shazam. Portare sul grande schermo le gesta di un eroe che non è altro che un adolescente in grado di tramutarsi in una sorta di superuomo non appena pronuncia “Shazam!” poteva sembrare una sfida azzardata in un momento abbastanza delicato per la DC Films, e il rischio di andare incontro ad un flop simile a Lanterna Verde (2011) era dietro l’angolo. Stavolta invece bisogna dare atto che il risultato finale è ampiamente apprezzabile. Questo settimo film del DC Extended Universe è una commedia divertente mascherata da cinecomic che ha il merito di non prendersi mai troppo sul serio. Il coraggio di provare uno stile differente dalle realizzazioni precedenti e da quello dei rivali dei Marvel Studios si è rivelato vincente.

La trama:

Billy Batsom è un irrequieto orfano di 14 anni che continua a scappare dalle famiglie affidatarie e a cercare di trovare sua mamma. In seguito all’ennesima fuga dai genitori adottivi viene portato in una casa famiglia gestita da una giovane coppia. Lì Billy fatica a legare con gli altri ragazzi ma fa amicizia con Freddy, un suo coetaneo disabile. Quando Freddy viene preso di mira da due bulli della scuola Billy corre in sua difesa, li mette al tappeto e si dà alla fuga in metropolitana per evitare la vendetta dei due. Ad un certo punto però la metro in cui si trova viene teletrasportata in un altro mondo, dove fa la conoscenza del vecchio mago Shazam. L’anziano mago vuole trasmettergli i suoi poteri perché un certo Thaddeus Silvana, che decenni prima era stato scelto come Batsom per ereditare la magia salvo poi dimostrarsi indegno, ha liberato sulla terra sette forze del male corrispondenti ai sette peccati capitali, e il mago non ha la forza per fermarlo. Billy, vinta un’iniziale diffidenza, si convince a pronunciare il giuramento che gli consente di trasformarsi in un supereroe adulto dotato di poteri incredibili pronunciando soltanto la parola “Shazam”. Tornato alla solita vita di quattordicenne il ragazzo sfrutta i suoi doni in maniera superficiale badando soltanto a divertirsi e al suo tornaconto personale. Nel frattempo il malvagio Dr. Silvana è intenzionato a mettere in atto i suoi piani di distruzione, e Billy dovrà imparare presto a controllare le sue abilità dentro il corpo di un super trentenne e a diventare un vero eroe.

Recensione:

Il segreto della riuscita di questo nuovo titolo targato DC sta nel voler imprimere una ventata di comicità spensierata che mira prima di tutto a far divertire mettendo da parte la componente violenta e drammatica. In diversi momenti sembra quasi di assistere ad una delle tante pellicole degli anni ’90 e duemila incentrate sul passaggio dall’adolescenza alla vita adulta, sulle difficoltà di assumersi le proprie responsabilità e l’importanza della famiglia. I temi principali sono appunto questi e vengono proposti con una buona dose di humour che risulta essere il vero punto di forza dell’intera vicenda.

Un’altra nota positiva è l’attore protagonista. Zachary Levi, che in passato si era già cimentato con i cinecomic interpretando uno dei guerrieri amici di Thor nel secondo e terzo capitolo dei Marvel Studios dedicati al Dio del Tuono, qui è perfetto nel dare volto ad un trentenne dentro al quale si cela un ragazzo che non ha nessuna di voglia di usare responsabilmente i suoi poteri. Il suo Billy Batsom, potenziato e rivestito da un tipico costume eroico con tanto di fulmine sul petto e mantello bianco, attira da subito il favore dello spettatore grazie a delle gag esilaranti e ad alcuni siparietti comici che mantengono vivo l’intrattenimento evitando le esagerazioni e l’irriverenza alla Deadpool. Il ruolo dell’antagonista è affidato a Mark Strong, un caratterista che ormai sarebbe capace di interpretare qualsiasi villain con il pilota automatico. Il cattivo con cui si cimenta stavolta l’esperto attore non ha nulla di particolarmente affascinante o di diverso rispetto a quelli apparsi nell’ultimo periodo, tuttavia riesce ad essere un nemico azzeccatissimo per fare da contraltare al super umano a cui presta il volto Zachary Levi. Il regista svedese David F. Sandberg, reduce da due horror di successo, si adatta egregiamente al genere e fa intravedere la sua predisposizione a suscitare paura e terrore in alcune scene in apertura e in chiusura della pellicola. La durata è forse eccessiva, visto che supera di qualche minuto le due ore, ma fortunatamente il ritmo della narrazione non ne risente più di tanto.

Shazam! si impone dunque come una spassosa parodia del tradizionale racconto sull’eroe; è distante dai canoni delle recenti trasposizioni dei fumetti Marvel e DC ed è proprio per questo che merita di essere apprezzato. Nonostante non sia destinato a venire ricordato come il miglior cinefumetto del 2019 o a fare record di incassi, resta comunque un validissimo prodotto capace di attirarsi le simpatie degli spettatori di tutte le età.

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