La fine dei nerd?

Il titolo di questo articolo è volutamente esagerato e provocatorio. State tranquilli, non vedrete improvvisamente sparire i vostri film, le vostre serie TV e i vostri videogiochi preferiti, ma è anche vero che ci sono all’orizzonte dei segnali preoccupanti. La cultura “Nerd”, genericamente intesa, è sempre stata di difficile trasmissione in un paese, l’Italia, molto tradizionalista e per certi versi retrogrado ed ostile al cambiamento. Quante volte vi siete sentiti dire “ma leggi ancora questi giornalini per bambini?”. Ugh. La situazione è radicalmente cambiata con l’esplosione di prodotti come i film del Marvel Cinematic Universe o la sit-com “The big bang theory”, i quali hanno di fatto trasformato l’essere nerd in una moda (con i pro e i contro del caso). Eppure è rimasta una difficoltà di fondo, dettata da fattori economici oltre che socio-culturali, come ad esempio l’elevato costo di importazione di alcuni fumetti e boardgame statunitensi. Nel seguito dell’articolo, vi parlerò di due casi specifici che hanno attirato la mia attenzione: l’impennata dei prezzi degli albi editi da Panini Comics e la fine (almeno per il momento) della localizzazione italiana del wargame “Star Wars X-Wing”.

La sit-com “The big bang theory” ha contribuito enormemente allo sdoganamento della cultura nerd.

Quoque tu, Panini Comics..

Per chi. come me, legge fumetti Marvel dagli anni ’90 la Panini Comics è un’azienda leggendaria, sinonimo di serietà e qualità. Da quasi 30 anni l’azienda modenese rende disponibili in italiano le storie dei supereroi americani e, più recentemente, degli eroi della galassia lontana lontana, corredando ogni albo di articoli di approfondimento decisamente interessanti e di una grafica al passo coi tempi. Faccio tutta questa prosopopea nella speranza di risultare oggettivo e credibile quando affermo, senza mezzi termini, che l’ultima trovata di Panini Comics è un autogol clamoroso ed anche una mancanza di rispetto nei confronti dei loro clienti di vecchia data. Sostanzialmente, a partire da gennaio 2020, i prezzi degli spillati da edicola subiranno un aumento vertiginoso di prezzo: per dare un’idea tangibile, un mensile da 48/56 pagine come Darth Vader passerà da 3,50/3,90 euro a ben 5/6 euro!! Le giustificazioni della Panini sono riassumibili in tre categorie: l’attenzione verso un approvvigionamento responsabile e “green” della carta, l’impegno a migliorare ancora la qualità degli albi e la difficoltà nel rendere sostenibile la produzione degli spillati rispetto a quella dei volumi cartonati. Le prime due ragioni, per quanto nobili, mi sembrano francamente ridicole in quanto assolutamente non richieste dai lettori. Se l’attenzione verso l’ambiente può essere necessaria in questo periodo storico, l’ulteriore aumento della qualità degli spillati (prodotti da edicola, ricordiamo, e quindi teoricamente rivolti ad un pubblico generalista e/o povero di fondi) non può certo essere realizzata a spese del pubblico e comunque è tutta da dimostrare (molti lamentano errori di impaginazione in alcune copie oppure scarsa qualità grafica in generale).

L’ultimo fattore invece merita un discorso un pochino più ampio perché presenta un fondo di verità, anche se ancora una volta il guadagno (che giustamente deve esserci) non può essere realizzato impedendo di fatto ad una grossa fetta di pubblico di accedere a serie che tranquillamente comprava fino al mese precedente. E’ evidente che il nostro mercato non è come quello americano, per tanti fattori alcuni dei quali citati in apertura, e il lettore medio è casuale, attirato ai comics perlopiù dai film usciti al cinema negli ultimi anni. Di conseguenza la tendenza sarà quella di comprare volumi cartonati, meglio se autoconclusivi, piuttosto che impegnarsi nel comprare ogni mese (o addirittura ogni due settimane) una serie regolare. In questo contesto, Panini Comics all’inizio del 2019 ha compiuto una mossa per certi versi giusta, ma forse troppo prematura: sfruttare il rilancio del parco testate denominato Fresh Start (https://nerdpartysite.wordpress.com/2019/02/10/marvel-fresh-start-prime-impressioni/ e https://nerdpartysite.wordpress.com/2019/05/21/marvel-fresh-start-secondo-giro/) per avvicinare la propria produzione al tipo di lettura americana, trasformando albi come Amazing Spider-man da antologici di 80 pagine a monografici di 48. Se da un lato si è permesso al lettore di seguire solo i personaggi a cui era realmente interessato, dall’altro il prezzo degli albi non è diminuito insieme al numero di pagine, scontentando più persone di quante se ne è rese entusiaste. L’aggiustamento dei prezzi nel 2020 servirà probabilmente a rientrare delle perdite dovute a questa strategia editoriale (oltre che a compensare l’acquisto di una licenza importante come quella DC, ma questa è solo una voce di corridoio); in ogni caso si tratta di una mossa che rischia di essere un boomerang pericoloso per la Panini e la cosa che dispiace di più è che saranno le fumetterie a subire i contraccolpi maggiori di un’eventuale crisi.

La locandina dell’evento editoriale “Fresh Start”: storie moderatamente interessanti, ma una folle politica economica.

Una galassia ancora più lontana

Star Wars: X-Wing è probabilmente il miglior wargame/skirmish degli ultimi anni. Divertente, profondo, relativamente semplice ed immediato (almeno rispetto ad altri titoli come Warhammer), il gioco ci mette alla guida di alcune miniature raffiguranti le iconiche astronavi di Guerre Stellari, in partite al fulmicotone che a livello strategico ricordano molto quelle con gli scacchi. Pubblicato da Fantasy Flight nel 2012, X-Wing ha raggiunto l’apice di popolarità nel 2015-2016, per poi subire un lento ed inesorabile declino dovuto principalmente all’uscita di altri wargame e a meccaniche divenute troppo complesse e sbilanciate. L’uscita della seconda edizione nel settembre 2018 sembra aver risollevato le sorti del gioco, il quale comunque non ha raggiunto i numeri d’oro di un tempo. Questo negli Stati Uniti e nella maggior parte dell’Europa, perché invece in Italia il prodotto sta vivendo una crisi nera che ne mette seriamente a rischio la sopravvivenza, a causa soprattutto di politiche di marketing quantomeno discutibili.

Iniziamo col dire che i mesi precedenti all’uscita della seconda edizione italiana sono stati caratterizzati dal passaggio di consegne tra Giochi Uniti ed Asmodee Italia e, parallelamente, dalla quasi totale irreperibilità di alcune astronavi sul mercato. Ciò, unito alla solita avversione italiana per il cambiamento, ha spinto molti giocatori della 1.0 ad abbandonare il gioco in vista di un totale reset delle statistiche e delle regole che sarebbe di lì a poco avvenuto. Il lancio della nuova edizione, migliore sotto tutti i punti di vista rispetto alla vecchia, è stato accompagnato da una scarsa campagna pubblicitaria nelle fiere di settore e da una politica di sconti per i negozi molto risicata. O almeno, questa è stata la sensazione per quei giocatori di vecchia data che volevano coinvolgere nuove leve e hanno visto del tutto frustrati i loro sforzi. Con la spada di Damocle di un bacino di nuovi clienti pressoché nullo, la mossa della casa madre americana è stata, come nel caso di Panini Comics. tanto coraggiosa quanto poco ponderata sul lungo termine: si è dato la possibilità ai vecchi giocatori di “convertire” le miniature già comprate tramite kit specifici per ogni fazione, dal prezzo fortemente conveniente. Esaurito quindi il guadagno sui kit, ed escludendo quello marginale dovuto alle nuove fazioni introdotte, tutto ciò si è tradotto in una forte difficoltà nella vendita delle ristampe delle vecchie navi, difficoltà ancora più marcata nel mercato italiano per le ragioni sopra descritte. Poche settimane fa, Asmodee ha annunciato che non tradurrà più il gioco in italiano e di conseguenza non sarà neanche più il distributore ufficiale. Attualmente i negozi si stanno rifornendo tramite distributori stranieri, ma il futuro di X-Wing è davvero appeso ad un filo in quanto anche i giocatori di vecchia data si stanno stufando e stanno rivolgendo il proprio sguardo altrove. Ed è un peccato, perché si tratta di un prodotto appassionante e qualitativamente eccellente di cui mi sono trovato molte volte a tessere le lodi (https://nerdpartysite.wordpress.com/2017/12/03/in-una-galassia-lontana-lontana/, https://nerdpartysite.wordpress.com/2018/07/12/x-wing-seconda-edizione/ , https://nerdpartysite.wordpress.com/2019/08/23/x-wing-2-0-una-prova-sul-campo/).

Lasciar morire un gioco come Star Wars: X-Wing è veramente un peccato capitale..

Conclusioni

La situazione delineata da questo articolo è alquanto deprimente, non c’è che dire. Non tanto per la rabbia dovuta alla difficoltà di usufruire delle nostre passioni in maniera degna, quanto per la scarsa capacità imprenditoriale che sembra venire fuori a più riprese e in contesti anche molto diversi tra loro. Si potrebbe prendere ad ulteriore esempio la pessima qualità del doppiaggio di alcuni anime recentemente apparsi su Netflix, ma il discorso diventerebbe poi troppo lungo. Niente è perduto ovviamente, in molti campi come i film e le serie TV le prospettive sono rosee, per quanto nel secondo caso l’arrivo della piattaforma di streaming Disney + è in grado potenzialmente di rimescolare le carte, con esiti incerti. Quel che è sicuro è che noi di Nerd Society continueremo a raccontarvi le meraviglie dell’universo Nerd con lo stessa impegno di sempre. Stay tuned!

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