Game Of Thrones – S8 E2 – RECENSIONE

Il Trono di Spade è finalmente tornato dando inizio alla sua stagione finale. La seconda puntata di Game of Thrones è andata in onda questa notte, alle 3.15, su SKY Atlantic.

Il Trono di Spade 8×01 – IN BRICIOLE

Cos’è successo dunque nella prima puntata dell’ottava stagione? Ecco un veloce riassunto della puntata:

Jon e Daenerys sono giunti a Grande Inverno e com’era prevedibile, gli abitanti del Nord guardano ai due con sospetto. Molti non si fidano della nuova Regina ma soprattutto dell’aiuto dei Lannister.

Nel primo episodio abbiamo fatto il carico di emozioni dato che abbiamo visto anche la tanto attesa reunion tra Jon e i suoi fratelli, per primo Bran e poi con Arya. Intanto il povero Sam Tarly ha appena scoperto, per bocca di Daenerys che sia suo padre che suo fratello sono morti, poichè hanno rifiutato di inginocchiarsi a lei. Sam inoltre rivela a Jon la sua vera identità (per chi non lo ricordasse, egli è Aegon Targaryen figlio di Lyanna Stark e Rhaegar Targaryen, dunque legittimo erede al Trono di Spade). Nel finale dell’episodio Tormund e i Guardiani della Notte scoprono un preoccupante messaggio da parte degli Estranei e Jaime Lannister arriva a Grande Inverno dove trova ad attenderlo Bran.

Il Trono di Spade 8×02

Nel secondo episodio de Il Trono di Spade vediamo i nostri protagonisti prepararsi alla battaglia con l’esercito dei morti.

Come avevamo visto nel finale Jaime è arrivato a Grande Inverno Daenerys e Sansa stanno decidendo del suo destino. Inizialmente entrambe sono restie ad accoglierlo ma l’intervento di Brienne in favore di Jaime fa cambiare idea a Sansa, che decide di accettare il suo aiuto. Jaime porta brutte notizie e informa la Regina che Cersei intende muovere le flotte dei Greyjoy contro di lei e i suoi alleati. In cerca del supporto di Sansa, Daenerys cerca anche un punto d’incontro, ma proprio quando sembrano averlo trovato si scoprono su fronti diversi riguardo al destino del Nord una volta che il Trono di Spade sarà conquistato.

Nel frattempo, a Grande Inverno tornano anche TheonEddTormund e Beric informando i presenti dell’imminente arrivo degli Estranei. La strategia per affrontarli è quella di colpire il Re della Notte per destabilizzare l’armata: per portarlo allo scoperto useranno Bran come esca.

Il finale della puntata vede i nostri protagonisti affrontare la notte prima della battaglia con l’esercito di non morti. JonSamwell e Edd ricordano quando si sono incontrati. TyrionJaimeDavosBriennePodrick e Tormund bevono insieme. Jaime coglie l’occasione per dare il tanto meritato titolo di cavaliere a BrienneArya parla con il Mastino e poi incontra Gendry.

Infine Jon rivela il suo vero nome a Daenerys che si rende conto che Jon è l’effettivo erede al Trono ma poco dopo vengono interrotti dall’arrivo degli Estranei.

Titans – Recensione

Venerdì 11 gennaio 2019 Netflix ha arricchito il suo catalogo di inizio anno con la serie Titans. Negli USA era stata utilizzata per lanciare il nuovo servizio di streaming DC Universe, e fin dalle prime immagini viste nel trailer aveva suscitato da subito curiosità e attesa. Guardando le 11 puntate di cui è composta questa prima stagione si ha la sensazione di essere davanti ad un prodotto differente dalle tradizionali serie televisive targate DC, che cerca coraggiosamente di portare in scena una narrazione intrisa di tonalità oscure e di azione a tratti violenta. L’intento di realizzare una produzione in controtendenza alle altre riesce però solo in parte, dal momento che sono presenti anche diversi punti deboli, legati principalmente alla trasposizione di certi personaggi e alla struttura della vicenda.

Trama:

Dick Grayson, dopo essere stato per anni la giovane spalla di Batman conosciuta come Robin, ha deciso di abbandonare il suo mentore e di lasciare Gotham. Deciso a non seguire più le orme dell’Uomo pipistrello, si è trasferito a Detroit e di giorno fa il detective, mentre di notte occasionalmente indossa ancora maschera e mantello per combattere il crimine libero dai vincoli del distintivo. In maniera quasi casuale fa la conoscenza di Rachel, una ragazza spaventata a cui hanno appena ucciso davanti agli occhi la madre adottiva. Rachel possiede dei poteri letali che fatica a controllare a causa di una forza oscura interiore che prende il sopravvento ogni volta che qualcuno vuole farle del male ed è braccata sia dagli stessi individui che le hanno ucciso la figura materna sia da Kory, un’affascinante donna dotata anch’essa di abilità straordinarie ma priva di memoria del suo passato. La ragazza vuole che Dick la protegga ma quest’ultimo inizialmente è riluttante. L’ex Robin cambierà presto idea e deciderà di aiutare Rachel. I due incroceranno i loro destini con quelli di Gar Logan, un ragazzo in grado di trasformarsi in una tigre.

Recensione:

Fin dall’episodio pilota si capisce immediatamente lo stile che gli autori hanno cercato di imprimere alla serie: personaggi in lotta con i fantasmi del passato, sequenze che non disdegnano di mostrare sangue e violenza (pur senza mai esagerare) e atmosfere cupe si impongono subito per introdurre lo spettatore nel mondo dei giovani eroi, dove le apparenze ingannano e i nemici sbucano fuori nei posti più inaspettati. Si possono notare delle somiglianze con le già note Arrow e Gotham, con la differenza che in questo caso – eccezion fatta per l’aiutante del Cavaliere Oscuro – ci si ritrova di fronte a volti poco conosciuti degli albi a fumetti, e dunque diventa fondamentale introdurli in maniera efficace. Da questo punto di vista l’operazione può considerarsi complessivamente riuscita, quantomeno per i quattro protagonisti principali, tutti ben interpretati dai rispettivi attori.

Dick Grayson ci viene presentato come un uomo assetato di giustizia che fatica a tenere a bada la sua rabbia quando indossa la maschera. Di lui colpisce sopratutto il rapporto conflittuale, quasi rancoroso, che ha con l’alter ego di Bruce Wayne. Quest’ultimo, pur non palesandosi mai di persona, attraverso numerosi richiami e flashback è un elemento tutt’altro che trascurabile sia per comprendere a fondo la psicologia dell’ex ragazzo meraviglia e pure per l’evoluzione della storia.

Rachel Roth è il vero fulcro dell’intera stagione. La sua fragilità, dovuta ad un suo lato oscuro che prende il controllo su di lei ogni qualvolta un pericolo la insedia, la rende a seconda dei casi vittima o minaccia da contenere. Grazie a questa imprevedibilità la ragazza risulta il catalizzatore di tutto l’intreccio e mette spesso e volentieri in secondo piano il resto del team.

I due titani rimanenti non si impongono all’attenzione del pubblico come Dick e Rachel, anche se nei momenti in cui vengono chiamati in causa non deludono le attese. Kory Anders, maggiormente conosciuta con il nome di Starfire, ha il giusto mix di carisma e mistero che la accompagna fino allo svelamento delle sue origini. Gar, il mutaforme che all’occorrenza può trasformare il suo corpo in quello di una tigre, ha uno spazio leggermente ridotto rispetto ai tre ma c’è da scommettere che si rifarà nella seconda stagione, le cui riprese dovrebbero iniziare a breve.

Titans mostra purtroppo tutti i suoi limiti quando entrano in gioco i cattivi o altre persone mascherate. Il fatto che l’intero svolgimento degli eventi ruoti intorno ad un villain che fino all’ultimo evita di mostrarsi comporta l’alternarsi di nemici al suo servizio che finiscono per ritardare eccessivamente l’arrivo del vero antagonista.

Per quanto riguarda i comprimari, non si può fare a meno di notare che alcuni di loro avrebbero meritato uno spazio diverso. È il caso di Hawk e Dove, una coppia di vigilanti amici di Dick che compare nel secondo episodio per poi ritornare nel terzultimo, dedicato interamente a loro. Ed è proprio vedendoli da soli dividersi i minuti di una puntata che si intuisce l’ottimo potenziale di questo duo così tormentato e complementare. Un simile discorso andrebbe fatto per il gruppo di supereroi Doom Patrol, sui quali è da poco in fase di sviluppo una serie spin-off che li vedrà protagonisti assoluti: ciò spiega perché appaiono soltanto una volta e non vengono approfonditi quanto meriterebbero.

Un ulteriore aspetto che lascia con l’amaro in bocca è il finale decisamente troppo aperto. Per chi ha ormai una certa dimestichezza con i prodotti televisivi targati DC non sarà certo una sorpresa, tuttavia il cliffhanger a cui si assiste prima dei titoli di coda è difficile da accettare.

Considerando perciò i vari aspetti si può dire che Titans ha il merito di scorrere discretamente dall’inizio alla fine e di proporre un’impronta più dark del solito, pur con tutti i limiti di una serie d’esordio. Pertanto, sebbene non manchino i motivi per promuoverla, per darle un giudizio definitivo bisognerà attendere la seconda stagione.

PS: l’episodio conclusivo regalerà una bella sorpresa ai fan del protettore di Gotham. In fin dei conti…può davvero esistere Robin senza Batman?

Daredevil – Stagione 3 – Recensione

Le prime immagini della terza stagione della serie dedicata al diavolo di Hell’s Kitchen erano state inserite al termine dei titoli di coda dell’ultima puntata della seconda stagione di Iron Fist, e pochi giorni dopo l’uscita di quest’ultima sono state diffuse in un teaser a sé stante: si tratta di pochi secondi durante i quali si vedeva il protagonista all’interno di un confessionale, sofferente ma risoluto, dire:”Preferisco morire come il Diavolo che vivere come Matt Murdock”. Queste parole riescono a rendere molto bene i presupposti alla base della terza stagione di Daredevil, disponibile in streaming su Netflix dal 19 ottobre. Le nuove puntate arrivano a oltre un anno di distanza dall’ultima apparizione dell’avvocato cieco nel crossover Defenders (2017), e dimostrano che la lunga attesa non è stata vana. Il terzo capitolo delle avventure del diavolo custode è un oscuro viaggio che ridisegna il percorso dell’eroe, uno scontro senza esclusione di colpi tra bene e male, una ricerca disperata della giustizia ostacolata dal ripresentarsi di fantasmi del passato. Man mano che si procede con gli episodi si ha la conferma di essere davanti al miglior prodotto del binomio Marvel-Netflix, che ha saputo offrire al pubblico una trasposizione autentica e al tempo stesso coraggiosamente innovativa di uno degli eroi più affascinanti della casa editrice di fumetti fondata oltre mezzo secolo fa da Stan Lee.

Trama

Al termine della battaglia combattuta insieme ai Defenders Matt Murdock era stato dato per morto, poiché il suo alter ego vestito di rosso si era sacrificato per salvare i suoi compagni ed era rimasto all’interno di un edificio crollatogli addosso. Ora si scopre che Matt è miracolosamente sopravvissuto, ma riporta numerose ferite, sia interne che esterne. A prendersi cura di lui ci pensano padre Lanthom e suor Maggie, che l’aveva accolto in orfanotrofio quando era rimasto orfano. Murdock comincia lentamente a guarire. Decide poi di riprendere la sua missione con metodi più estremi, tenendo lontane le persone a lui care. Karen e Foggy intanto hanno preso strade differenti: lei continua a fare la giornalista al New York Bullettin ed è convinta che il suo amico con la doppia vita non sia morto, lui invece sembra essersi rassegnato e continua la sua carriera di avvocato. Nel frattempo Wilson Fisk dal carcere stringe un accordo con l’FBI e riesce a farsi trasferire in un appartamento privato sorvegliato dai federali notte e giorno; da lì ricomincia a tessere le fila della sua potentissima rete criminale. Venutolo a sapere, Matt si attiva subito per trovare un modo per fermarlo. Tuttavia si renderà presto conto che è una battaglia troppo grande per un uomo solo, e tonerà a collaborare con i suoi due amici. Fisk naturalmente non rimarrà a guardare e risponderà mettendo ai suoi ordini un sicario con una mira formidabile.
La storia è liberamente ispirata al ciclo Born Again di Frank Miller (1986).

Recensione

L’intera stagione può essere vista come una sorta di ritorno alle origini. I trascorsi accaduti nella seconda stagione appaiono molto distanti e vengono a malapena citati, mentre i fatti di Defenders vengono ripresi, per ovvie ragioni, soltanto nelle puntate iniziali. Ed è proprio guardando i primi episodi che si ha la sensazione di osservare il protagonista ripartire da un nuovo Anno zero e deciso, in seguito alle troppe delusioni, a ripensare il suo ruolo di guerriero mascherato. Il filo si riallaccia così alla prima stagione, dalla quale riemergono diversi volti. Il simbolo emblematico di questa specie di rinascita è rappresentato dal ritorno della tuta nera con la quale Matt aveva mosso i primi passi nella sua lotta al crimine (non aspettatevi quindi di rivederlo con il tradizionale costume rosso con le corna, che sarà sì presente, ma non indossato dal suo legittimo proprietario).


Mentre “l’uomo senza paura” riparte da capo, parallelamente un grande cattivo prepara un piano che mira a farlo tornare a dominare sulla città, travolgendo tutti quelli che gli si oppongono. Lo scontro, quasi sempre a distanza, tra i due è il vero punto di forza di questo terzo arco narrativo. Merito sicuramente delle performance dei due attori, ma specialmente di Vincent D’Onofrio, che impersona il suo Wilson Fisk facendone trasparire tutta la follia e perfidia anche con il solo sguardo. Ad accrescere il livello della tensione ci pensa un altro antagonista, che irrompe prepotentemente fin da subito e ben presto si rivelerà essere un avversario dalle abilità straordinarie. A stupire in positivo è l’efficacia con cui viene inserito un villain del genere, ricco di sfaccettature e complessità, in un contesto che non rinuncia mai a mettere in scena ogni figura, sia nuova che vecchia, mettendone in luce le contraddizioni e le fragilità. La cornice realistica che fa da sfondo agli eventi è la solita Hell’s Kitchen, un quartiere-città che si mostra fragile e incline alla corruzione, similmente alla Gotham del Cavaliere Oscuro di Nolan.
Arrivata al terzo ciclo a quattro anni dal debutto, la serie mostra la sua netta superiorità rispetto alle altre della Marvel presenti su Netflix sotto molteplici aspetti, non da ultimo la qualità della regia e di alcune sequenze d’azione. Oltre ad un discreto uso delle luci e delle ombre, spiccano gli effetti sonori che stimolano il coinvolgimento dello spettatore e il ricorso a parecchi flashback inseriti con eleganza e di estrema importanza per comprendere fino in fondo un determinato momento. Ai combattimenti invece va riservato un discorso a parte: ne sono presenti almeno tre o quattro che garantiscono un alto indice di spettacolarità e di intrattenimento, grazie a dei piani sequenza che di rado vengono utilizzati così bene in un prodotto televisivo (per chi conosce bene le due stagioni precedenti non si tratta certo di una novità, e se ne avrà la conferma quando ammireranno la lotta di Matt in un corridoio pieno zeppo di carcerati intenzionati a non farlo uscire vivo dalla prigione).

Per quanto riguarda i difetti non è affatto semplice trovarne. Probabilmente la presenza di tante sottotrame non agevola la concentrazione sul plot principale, che talvolta risulta un po’ dilatato. Ciò è riconducibile al solito format di tredici puntate di durata variabile dai 45 ai 60 minuti, che spesso e volentieri costringe gli sceneggiatori a mettere troppa carne al fuoco.

La terza stagione di Daredevil si presenta dunque unendo il meglio delle due che l’hanno preceduta. Vista la recente cancellazione, dopo appena un paio di stagioni, di Luke Cage ed Iron Fist, l’intero futuro della collaborazione tra Marvel e Netflix è una gigantesca incognita. Visto l’ottimo risultato finora ottenuto, conviene sperare che il Diavolo riesca a non farsi trascinare a picco e torni a vigilare nell’ombra sul suo quartiere una quarta volta.

Luke Cage Stagione 2 – Recensione

In quasi perfetta contemporaneità con l’arrivo dell’estate, Netflix ha deciso di mettere a disposizione dei suoi abbonati i nuovi episodi di una delle serie frutto della collaborazione con Marvel Television: dal 23 giugno è infatti possibile vedere sulla piattaforma digitale più famosa del mondo la seconda stagione di Luke Cage, l’impavido protettore di Harlem dotato di pelle indistruttibile e forza straordinaria. Le nuove puntate mantengono intatte le caratteristiche della prima stagione e aggiungono ulteriori elementi di interesse che fanno prendere alla serie una piega più introspettiva e non votata esclusivamente all’azione. Se però da un lato si notano dei miglioramenti in positivo, dall’altro non si può fare a meno di evidenziare anche il ripetersi degli stessi difetti che si erano manifestati già al suo esordio e che sono comuni ad altri prodotti Netflix realizzati dalla Marvel. Rimane una serie che tanti appassionati di cinefumetti gradiranno, ma sarà impossibile non accorgersi che la presenza di alcuni punti deboli rende la visione non sempre piacevole.

La trama

Dopo aver protetto la sua amata Harlem dal gangster Cottonmouth e dal fratellastro Diamondback, le cose sembrano andare decisamente bene per Luke Cage. Ha risolto i suoi problemi con la giustizia, è andato a vivere con Claire Temple e nel quartiere afro-americano di New York tutti lo adorano: è stata creata perfino un’app per cellulare per tracciarne ovunque la posizione e la sua popolarità è alle stelle. Ma quando sembra che nulla possa turbare la ritrovata serenità dell’eroe delle nuove minacce si profilano all’orizzonte. L’ex senatrice Mariah Dillard non ha messo da parte le sue mire su Harlem ed è determinata come non mai a fare piazza pulita intorno a lei. Il suo principale ostacolo si rivelerà essere Bushmaster, un giamaicano desideroso di vendicarsi di Mariah per un vecchio torto e di diventare il nuovo signore del crimine al suo posto. A rendere particolarmente pericoloso Bushmaster è il nightshade, una potente sostanza derivata da una radice che potenzia il suo corpo rendendolo molto simile a quello di Cage. Luke dovrà proteggere il suo quartiere dalla lotta sanguinosa che si scatena tra i due criminali e si darà da fare per neutralizzare entrambe le minacce. Stavolta però dovrà pure reggere il peso della sua fama tra gli abitanti del quartiere, che spesso mal si concilia con la sua indole o le sue intenzioni. Si ritroverà a compiere scelte non semplici che lo costringeranno a fare i conti con chi è davvero e con quello che vuole diventare. Luke Cage è disposto a tutto per mantenere al sicuro la sua gente da chi vuole regnare sul suo territorio, ma Harlem può restare senza un re?

Recensione

Il secondo atto delle avventure dedicate a Power Man-questo è il nome da supereroe che ha nei fumetti-si distingue dai primi episodi a lui dedicati per un apprezzabile approfondimento psicologico dei personaggi principali e per l’efficacia con cui vengono illustrati i problemi quotidiani che deve fronteggiare Luke per essere un paladino costantemente sotto i riflettori. Lontano anni luce dallo stile Avengers, qui si può vedere come la troppa celebrità possa arrivare ad intaccare l’equilibrio psicologico di Cage o come un video girato con un cellulare possa farlo apparire improvvisamente vulnerabile. A far emergere ulteriormente i dilemmi interiori del protagonista ci penserà l’arrivo di suo padre. Il rapporto tra i due Lucas è uno degli spunti più degni di nota della serie, e buona parte del merito va a Reg E. Cathey, lo sfortunato interprete del padre di Luke (nonché volto noto per i fan di House of Cards) morto al termine delle riprese. I due villain tutto sommato funzionano in maniera efficace e contrapposta: se Bushmaster metterà alla prova fisicamente l’eroe, Mariah lo terrà impegnato con stratagemmi e trappole subdole.

Corollario indispensabile per accompagnare gli eventi che si susseguono è la colonna sonora, che alterna tracce hip-hop, rap e perfino jazz. Al termine di parecchie puntate sono anche presenti sequenze musicali live in cui si esibiscono i veri artisti autori dei brani.

La pecca maggiore della stagione è la stessa riscontrabile già in quella precedente, ovvero il numero di episodi rapportato alla storia. Tredici puntate da circa 50 minuti-con alcune che superano anche la durata di un’ora- risultano indubbiamente troppe per raccontare le vicende dell’indistruttibile afroamericano interpretato da Mike Colter. La lentezza dello svolgimento in qualche momento mette a dura prova l’attenzione dello spettatore, che si ritrova davanti alla presenza di non poche sottotrame che hanno l’unico scopo di allungare l’intreccio. A farne le spese è la velocità della narrazione, che viene ripetutamente rallentata da diversi espedienti di scarso interesse che si focalizzano su questo o l’altro comprimario. Tutto questo viene enfatizzato dall’eccessivo spazio riservato a dei personaggi che si rivelano meno interessanti del previsto e sembrano ormai aver poco da dire. L’esempio più lampante è quello della detective Misty Night, il cui ruolo sembra diventato troppo prevedibile e privo di fascino. Un discorso simile va fatto per Claire Temple, la compagna di Cage con il volto della brava Rosario Dawson, che dal suo debutto in Daredevil è andata progressivamente perdendo l’appeal che la contraddistingueva all’inizio (difatti pare che questa potrebbe essere la sua ultima apparizione in una produzione televisiva Marvel).

Ciò che invece appare ben congegnato è l’arrivo, verso metà della vicenda, di Iron Fist. L’entrata in scena del miliardario col Pugno d’acciaio porta una dose di vivacità in una fase in cui la trama sembra aggrovigliarsi e stentare a procedere. La comparsa di Danny Rand riporta un po’ di verve quanto mai necessaria; peccato che rimanga la sensazione di un’occasione almeno parzialmente sprecata, visto che la sua collaborazione con Power Man dura meno di quanto sia legittimo attendersi.

La seconda stagione di Luke Cage, pur compiendo degli evidenti passi in avanti rispetto alla prima serie, risente tanto delle quasi tredici ore di lunghezza totali. Essendo un difetto comune ad altri prodotti televisivi Marvel- la seconda stagione di Jessica Jones e la prima di Iron Fist, giusto per non fare nomi- sarebbe auspicabile in futuro vedere gli eroi del piccolo schermo in un formato più congeniale, magari prendendo spunto da The Defenders, la cui durata era di soli 8 episodi.

ǝuoısuǝɔǝɹ – sƃuıɥʇ ɹǝƃuɐɹʇs

Venerdì 27 Ottobre alle 9 in punto è stata internazionalmente messa a disposizione su Netflix la seconda stagione di Stranger Things. Persone in tutto il mondo di tutte le età si sono lanciate sul divano ed hanno visto tutto d’un fiato questa nuova stagione.

Stranger Things, come tutti sanno, è la serie più premiata di Netflix per diversi motivi: il fattore nostalgia e l’ottima trama l’hanno resa estremamente celebre, e per questa nuova stagione Netflix ha giocato bene le sue carte per divulgarla (facendo uscire un mese prima un gioco interamente gratuito in stile anni ’80) regalandoci anche degli extra (provate a chiamare il 3482321492 e vedete cosa succede). Inoltre viene considerata la serie di binge watching per eccellenza (17 episodi in meno di 15 ore ininterrotte, voglio un premio); si sa che Netflix ha un talento nel fare marketing.
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Doctor Who per neofiti pt 1: Storia dello show, Dottore e Gallifrey

Mi stupisce la carenza di Whovian in Italia. Nonostante sia la serie televisiva da più tempo in onda, spesso mi ritrovo davanti a persone che mi dicono “non è il mio genere” ignorando il fatto che negli anni ha avuto vari generi deuteragonisti della fantascienza.

Doctor Who è molto più che fantascientifico: è fantasy, commedia, storico. Il numero di episodi fa in modo che ricopra un vasto numero di generi.

E allora vi scrivo questa serie di articoli di introduzione al mondo Whovian, senza spoiler con solo dati di fatto parlando della serie classica e attuale in modo che possiate comunque sapere le informazioni basiche in un eventuale conversazione sul tema e nella speranza che cambiate idea e ve lo vediate. Avanti, leggimi!

Il Trono di Spade – Recensione 7×07 – The Dragon and the Wolf

Finale di stagione, e come tutti ben sapete ci vorranno quasi due (2) anni per vedere la prossima stagione che, ahimè, sarà l’ultima.

Ma bando alle ciance!

SPOILER ALERT!! Proseguite nella lettura solo se avete già visto l’episodio “The Dragon and the Wolf” Avanti, leggimi!

Il Trono di Spade – Recensione 7×06 – Beyond The Wall

Eccoci qua, siamo al penultimo episodio, la stagione volge al termine, ma non l’inverno.

Sì perchè come piace dire agli Stark ultimamente: Winter is Here.

Dopo l’incredibile leak della puntata, avvenuto in modo davvero eccezionale (Grazie, omino spagnolo che mette la cassetta di Game Of Thrones invece che quella di Renegade e va a casa!), non resta che parlare degli avvenimenti ECCEZZIUNALI di questa puntata!

SPOILER ALERT!! Proseguite nella lettura solo se avete già visto l’episodio “Beyond the Wall” Avanti, leggimi!

The Defenders – Recensione Stagione 1

Sin dal momento dell’annuncio la serie crossover sugli eroi urbani Marvel-Netflix è finita sotto la lente d’ingrandimento, destando curiosità e generando un enorme attesa nei fan. Riuscirà la serie a rispettare le alte aspettative?


Avanti, leggimi!

Il Trono di Spade – Recensione 7×04

Finalmente anche la settima stagione di Game of Thrones è giunta al giro di boa, facendo parlare di sé non solo per lo straordinario episodio di questa, ma anche per il leak, evento purtroppo abituale per quanto riguarda la serie HBO.

SPOILER ALERT!! Proseguite nella lettura solo se avete già visto l’episodio “Spoils of War” Avanti, leggimi!