Captain Marvel – Recensione

Più in alto. Più lontano. Più veloce”

Se si chiede ad un fan della Marvel, ma probabilmente anche ad un appassionato qualsiasi di cinema e fumetti, quale sia il film del 2019 che attende di più la risposta sarà inevitabilmente Avengers: Endgame. La data fissata sul calendario è quella del 23 aprile, quando si chiuderà definitivamente un ciclo cominciato oltre dieci anni fa e destinato a rimanere qualcosa di straordinariamente unico. Tuttavia, prima di immergerci nelle atmosfere desolanti e catastrofiche dell’epilogo della saga degli eroi più potenti della terra, i Marvel Studios hanno deciso di inserire nel già ricchissimo catalogo di supereroi una new-entry femminile e di presentarcela con uno stand-alone interamente dedicato a lei. Ecco quindi che un mese e mezzo prima del quarto Avengers approda sul grande schermo Captain Marvel, primo cinecomic della Casa delle Idee con protagonista assoluta una donna. Questo ventunesimo titolo ambientato nel Marvel Cinematic Universe ci porta indietro alla metà degli anni ’90 e ci mostra le origini di una superdonna dai poteri incredibili. Siamo di fronte ad un’altra scommessa vinta dalla Marvel, abilissima anche questa volta a mettere a punto un eccellente lungometraggio che intrattiene e diverte il pubblico dal primo all’ultimo minuto.

Trama

Nel 1995 Carol Danvers è una pilota di caccia che è stata accolta pochi anni prima ad Hala, capitale dell’impero della razza aliena Kree. Carol si è integrata in breve tempo all’interno di questa civiltà extraterrestre tanto da diventare una delle più valide combattenti della Starforce, il reparto di guerrieri intergalattici dei Kree guidati dal severo leader Yonn-Rogg, che le fa anche da mentore. La ragazza ha smarrito quasi ogni ricordo della sua esistenza sulla Terra prima di entrare a far parte dell’esercito alieno; possiede in compenso dei poteri straordinari che ancora non riesce a controllare del tutto. I Kree sono da tempo in guerra con gli Skrull, una razza di mutaforme alieni. Durante una missione per salvare un infiltrato, Carol viene rapita dagli Skrull e portata su una loro nave, dove il loro capo Talos riesce a penetrare nei suoi ricordi. Dopo uno scontro sulla nave precipita insieme ad altri Skrull sulla Terra. Qui Carol Danvers si metterà alla caccia dei nemici che si trovano insieme a lei nel suo pianeta d’origine. Un inaspettato aiuto le arriverà da Nick Fury, che a metà anni ’90 è ancora un semplice agente dello S.H.I.E.L.D in cerca di una causa per cui lottare. L’ex pilota, accompagnata da Fury e da un gatto apparentemente innocuo, inizierà un percorso che la porterà finalmente a scoprire il suo passato e a cercare di porre fine una volta per tutte al conflitto tra le due civiltà extraterrestri.

Recensione:

Con Captain Marvel si aggiunge un altro tassello all’Universo Cinematografico iniziato nel 2008 con il primo Iron Man. Si tratta però di un cinecomic diverso dai precedenti per due motivi essenziali: la protagonista e l’ambientazione. La Carol Danvers al centro della vicenda, pur non essendo tra gli eroi femminili di spicco degli albi a fumetti, riesce a fare breccia subito negli spettatori grazie alla sua sfrontata determinazione, al suo intrepido coraggio e ad una spigliatezza senza filtri. La scelta di affidare questo ruolo al premio Oscar Brie Larson, che lo ha accettato dopo aver esitato a lungo, è stata indubbiamente una felice intuizione: l’attrice, già abituata a recitare in pellicole d’azione, indossa la tuta di Captain Marvel con estrema disinvoltura e fa trasparire un totale coinvolgimento nell’interpretazione della fortissima guerriera. Il coprotagonista che la affianca, un Samuel L. Jackson ringiovanito in maniera impeccabile grazie agli effetti visivi, si ritaglia uno spazio considerevole nella seconda parte della storia, e per chi ha avuto modo di vedere il suo Nick Fury apparso in altri dieci lungometraggi targati Marvel si stupirà di trovarsi davanti ad un uomo assai diverso dallo scorbutico fondatore dei Vendicatori.

Ad impreziosire l’intero film contribuiscono altri attori di primissimo livello come Annette Bening, Ben Mendelsohn e un Jude Law efficace come al solito.

Il contesto in cui ha luogo questa prima avventura del Capitano Danvers è un elemento imprescindibile per l’ottima riuscita di questa ventunesima trasposizione dei Marvel Studios. Il 1995 viene ricreato in maniera veramente apprezzabile; non mancano molteplici citazioni alla cultura pop ed ai successi cinematografici dell’epoca (impossibile da non notare il rimando alla corsa degli sgusci che di sicuro non sfuggirà ai fan di Star Wars). L’arrivo di “Vers”-questo è il nome da battaglia di Brie Larson prima di diventare Captain Marvel- sul pianeta terrestre che avviene con quest’ultima che frantuma il tetto di un negozio della catena Blockbuster fa capire il coefficiente nostalgico presente nei 120 minuti di durata. Il prologo e l’epilogo del racconto si svolgono invece nello spazio, dove le sequenze e le scenografie ricordano palesemente quelle dei due capitoli di Guardiani della Galassia.

Bisogna dunque riconoscere che il debutto dell’affascinante Capitano spaziale funziona egregiamente. Il merito è anche della coppia di registi (coppia nel vero senso del termine, dato che i due sono marito e moglie) Anna Boden e Ryan Fleck, che riescono a dirigere una origin story evitando di appesantire la narrazione con l’ennesima rappresentazione del percorso dell’eroe che da persona normale diventa super. A voler trovare qualche difetto si potrebbe evidenziare uno scontro finale un po’ troppo confusionario e un umorismo in alcuni momenti un tantino esagerato. Si tratta in ogni caso di un ulteriore passo in avanti di Kevin Feige & co., che spianano la strada per altre produzioni incentrate su figure femminili e si avviano a chiudere la cosiddetta Fase Tre facendo esordire una bionda metà umana e metà aliena che-c’è da giurarci-avrà un ruolo chiave nella resa dei conti contro Thanos in Endgame.

P.S.: Da quando se n’è andato ogni cameo del buon vecchio Stan Lee va apprezzato il doppio ed è come se con questi avesse voluto lasciarci una serie di ultimi regali postumi che ci accompagneranno fino a Spider-Man – Far from home, in uscita a luglio. Quello presente qui è meno ironico del solito ma sicuramente più significativo.

Infine, una delle due immancabili scene post-credits ci offre un’interessante anteprima ambientato dopo i fatti di Infinity War...un motivo in più, se mai ce ne fosse bisogno, per non alzarsi dalla sala appena iniziano i titoli di coda!