Avengers: Endgame – Recensione II

“La fine è parte del viaggio”

Il momento tanto atteso è finalmente arrivato. Dal 24 aprile i fan di tutto il mondo possono vedere una saga epica giungere al termine dopo un decennio abbondante di avventure memorabili e storie strabilianti. Con Avengers: Endgame si chiude non soltanto l’arco narrativo dei Vendicatori, ma pure l’intera serie iniziata con Iron Man nel lontano 2008 e che con quest’ultimo capitolo è arrivata a contare ben ventidue titoli, di cui la maggior parte ha collezionato record di incassi un tempo inimmaginabili. Non siamo assolutamente di fronte alla fine del Marvel Cinematic Universe che, come molti già sapranno, ha un nuovo cinecomic ragnesco pronto per luglio e diverse produzioni in via di sviluppo. Quel che è certo però è che dopo questo quarto lungometraggio dedicato agli Avengers l’universo della Marvel cambierà per sempre: è l’ora di congedarsi da alcuni eroi e di riabbracciarne altri. La vicenda iniziata in Infinity War si chiude in un “finale di partita” che regala sorprese spiazzanti, citazioni da brividi e combattimenti mozzafiato. I fratelli Russo sono riusciti a mettere in scena una conclusione indimenticabile destinata ad entrare nel cuore di chi nel corso degli anni si è affezionato a Tony, Cap, Thor & co. Come tutti i passi di addio che si rispettano non mancano momenti in cui la lacrima può scendere facilmente, ma i due registi sono stati abilissimi nel dosare attentamente divertimento, emozioni e drammaticità.

Trama:

Nel Wakanda lo schiocco di dita di Thanos con il guanto contenente tutte le Gemme dell’Infinito ha portato al tragico esito temuto: metà della popolazione dell’intero universo è stata spazzata via e con essa sono diventati cenere nove eroi. A fare i conti con le conseguenze del folle gesto rimangono Steve Rogers, Tony Stark, Thor, Rocket, Natasha Romanoff, James Rhodes, Bruce Banner e Nebula; al team si aggiunge quasi subito anche la potentissima Captain Marvel, richiamata sulla Terra dalla richiesta di aiuto inviatale da Nick Fury un istante prima di trasformarsi pure lui in cenere. I Vendicatori superstiti non hanno nessuna intenzione di rassegnarsi e metteranno in atto un tentativo audace e disperato per riportare in vita i loro amici e con essi tutti gli esseri viventi cancellati dalla follia del titano.

Recensione:

Nel corso dei dodici mesi che hanno separato l’uscita di Infinity War da quella di Endgame sono state formulate talmente tante suggestioni ed ipotesi sull’attesissimo ultimo atto che potevano portare sia a farsi aspettative irrealistiche sia ad ipotizzare degli sviluppi maggiormente fondati. Fa piacere vedere che la piega che prendono gli eventi non segue alla lettera nessuna delle ricostruzioni più accreditate, sebbene qualche passaggio fosse stato in effetti previsto da diverse teorie. D’altronde, i trailer che sono stati rilasciati da dicembre in poi avevano lanciato diversi indizi, nessuno dei quali per fortuna troppo rivelatore. Se perciò il ritorno di Occhio di Falco e Ant-Man, il ruolo essenziale di Carol Danvers all’interno del team ed un nuovo scontro con Thanos sono tutti elementi prevedibili, ogni singolo avvenimento non riportato nelle-pochissime-immagini trapelate dal set e nel materiale promozionale è ampiamente sorprendente. Anthony e Joe Russo sono stati bravissimi nel mettere a punto un eccellente blockbuster che ricollega ogni capitolo precedente dei Marvel Studios ed offre a ciascun personaggio lo spazio che si merita. Verrebbe quindi spontaneo aspettarsi un viaggio cupo in cui le scene drammatiche si susseguono una dopo l’altra. Se in alcune partì è davvero così, e trattandosi di un episodio conclusivo non potrebbe essere altrimenti, va anche riconosciuto che sono presenti intermezzi comici e di gag, verbali e non, che contribuiscono a mantenere in perfetto equilibrio la tensione per l’intera durata.

Le tre ore complessive di lunghezza della pellicola sono cosparse di continue citazioni e riferimenti agli altri titoli dei Marvel Studios, in particolare quelli aventi per protagonisti le tre colonne portanti Captain America, Iron Man e Thor; va da se pertanto che solo chi ha una discreta conoscenza (e soprattutto una buona memoria) della produzione cinematografica della Marvel potrà cogliere ed apprezzare fino in fondo i numerosissimi omaggi disseminati nello svolgimento della trama. Senza voler svelare contenuti che potrebbero rovinare l’effetto sorpresa, si può anticipare che il fulcro della narrazione ruoterà attorno proprio al magico trio composto dal miliardario playboy filantropo, il super soldato d’America ed il figlio di Odino. I tre attori che per circa una decade li hanno interpretati qui danno il meglio di loro stessi, con una menzione speciale per il mitico Robert Downey Jr.

Volendo cogliere delle imperfezioni le si possono riscontrare in un’eccessiva presenza di sequenze create appositamente per accontentare i fan e che talvolta stridono con il contesto e paiono un po’ forzate. Il cosiddetto “fan service” qui non è esagerato, anche se forse avrebbe potuto essere leggermente ridotto. In secondo luogo il ritmo e la tensione non sono calibrati in maniera impeccabile come in Infinity War, tuttavia i 182 minuti totali scorrono comunque abbastanza velocemente.

Avengers: Endgame è dunque un kolossal destinato a frantumare record al botteghino e ad occupare un posto speciale nel cuore degli appassionati che hanno seguito l’universo Marvel sul grande schermo dagli esordi fino ad oggi. Magari non tutti quanti gradiranno le modalità scelte per concludere il percorso di qualche personaggio, ma in questi casi il rischio di scontentare qualcuno lo si corre sempre.

Davanti ad un film capace di racchiudere il meglio di quanto visto finora e di regalarci un finale sensazionale non si può che dire un enorme GRAZIE ai Marvel Studios, ai registi e agli ideatori di questa fantastica cavalcata cinematografica nel mondo dei supereroi più potenti della Terra. Ovviamente tra i ringraziamenti non può mancare quello a colui che ha creato dal nulla questo universo: l’immenso Stan Lee.

Avengers: Endgame – RECENSIONE

La fine è parte del viaggio.

Ci siamo. La fine di questo arco narrativo, lungo 11 anni e 22 film, è arrivata.

Nonostante Spider-Man: Far From Home, in uscita l’11 luglio nelle sale italiane, sia il film che effettivamente chiude la Fase Tre del Marvel Cinematic Universe possiamo considerare Endgame la conclusione di un ciclo quasi perfetto che indubbiamente ha stabilito nuovi livelli di narrativa nella storia del cinema.

RECENSIONE – Spoiler Free

Il film inizia subito dopo lo schiocco di dita di Thanos: metà degli esseri viventi dell’universo è stata cancellata dall’esistenza e vediamo gli eroi sopravvissuti che cercano di trovare un modo per salvare tutti quelli che sono stati cancellati dal Titano Folle.

Per non farvi spoiler non posso scendere di più nei dettagli, ma posso assicurarvi che gli sceneggiatori sono riusciti ad ordire una trama che, almeno per quello che riguarda il sottoscritto, è impossibile da indovinare, anche solo lontanamente.

Le scene viste nei trailer sono tutte presenti nel film, soprattutto nella prima ora.

Prima ora che serve a raccontarci cosa succede ai sopravvissuti alla Guerra dell’Infinito e che si svolge senza grandi scene d’azione ma con molti dialoghi e colpi di scena, un po’ lenta forse però già nella seconda ora il ritmo accelera: un crescendo fino ad arrivare all’ultima parte del film dove esplode l’azione con la A maiuscola!

Vi sono molte scene che celebrano i momenti topici dei precedenti film sugli eroi più grandi della Terra, in mezzo alle quali la tensione viene spezzata da gag ben piazzate e non troppo invadenti. Ovviamente qualcuno morirà e non è detto che sia chi pensate, io non me l’aspettavo, ma devo comunque dire che è stata una morte degna e gloriosa.

CONCLUSIONI

In questo film una cosa è certa: i fratelli Anthony e Joe Russo hanno voluto concludere un arco narrativo composto di ben 22 (leggasi VENTIDUE) film, Endgame compreso, mettendo un punto fermo nella storia decennale del Marvel Cinematic Universe.

Assisteremo al passaggio di un testimone che è un simbolo di speranza per tutta l’umanità, con la consapevolezza che la vita va avanti nonostante le perdite subite.

Grazie per averci fatto sognare in questo viaggio lungo undici anni.

P.S.: L’unico spoiler che vi facciamo è sulle Post Credit Scene: non ce ne sono, nemmeno una. Ma vale la pena veder scorrere i titoli di coda per vedere il tributo alla formazione originale degli Avengers e agli interpreti degli stessi.

Avengers: Infinity War – RECENSIONE

Ed infine ci siamo. Dopo dieci anni di dominio incontrastato, grazie ad un’incredibile capacità di rinnovarsi continuamente e di puntare sempre più in alto, il Marvel Cinematic Universe si appresta a chiudere un ciclo iniziato con Iron Man nel lontano 2008 portando sul grande schermo la “Guerra Infinita” tra tutti gli eroi finora comparsi ed il temibile Thanos. Si tratta della prima parte di una storia che vedrà il suo epilogo solo tra un anno, quando a maggio 2019 vedrà la luce il quarto capitolo dedicato ai Vendicatori che metterà la parola fine all’Universo Marvel per come lo conosciamo, e probabilmente getterà le basi per uno nuovo. Inifinity War è dunque un primo atto conclusivo destinato a lasciare un solco indelebile nelle vicende di tutti i personaggi coinvolti. Ciò che comunque conta di più è che il terzo lungometraggio dedicato ai difensori della Terra non delude le altissime aspettative, ed è esattamente come la maggior parte dei fan se lo aspettava: mozzafiato, sorprendente e ricco di colpi di scena.

La trama

Il potente Thanos è deciso a conquistare e sottomettere l’intero universo servendosi del potere delle sette Gemme dell’Infinito che, una volta riunite in un guanto in grado di imbrigliarne l’energia, rendono il suo possessore in grado di distruggere ogni pianeta con il minimo sforzo. Gli Avengers, ormai divisi da tempo e ognuno alle prese con i suoi problemi, si ritrovano ad affrontare questa improvvisa minaccia e cercano di impedire al titano di impossessarsi delle ultime Gemme, ma è una missione che potrebbe rivelarsi più complicata del previsto. Oltre alle new entry Black Panther e Doctor Strange si uniranno in questo disperato tentativo di salvare l’universo anche i Guardiani della Galassia, del cui gruppo fa parte Gamora, la figliastra dello stesso Thanos.

Recensione

La missione affidata ai fratelli Russo, che avevano raccolto il consenso unanime di pubblico e critica con i convincenti Captain America-The Winter Soldier (2014) e Captain America-Civil War (2016) era un azzardo senza precedenti. Riunire tutti i supereroi apparsi nei svariati cinecomic sfornati dalla Casa delle Idee in un unico, straordinario confronto con un nemico all’apparenza invincibile avrebbe fatto tremare chiunque. In realtà, considerato il buon esito della trasposizione della Guerra civile che aveva spaccato gli Avengers un paio di anni fa, la Marvel non avrebbe potuto compiere una scelta migliore, anche se questa volta il soggetto di partenza ha costretto il duo di registi a misurarsi con una sfida tutt’altro che semplice. Pur non rinunciando al loro inconfondibile tratto, caratterizzato da un approccio al mondo del fumetto attento a ritrarre i protagonisti con i loro dilemmi interiori e spesso alle prese con decisioni drastiche da prendere, i Russo provano a conciliare le diverse anime dei partecipanti a questa epica battaglia dando il giusto spazio pure ai comprimari ed inserendo dei momenti umoristici per stemperare la drammaticità di alcuni eventi. Stiamo parlando di oltre venti eroi che devono riuscire a coesistere in due ore abbondanti, vale a dire un mix letale che avrebbe potuto portare ad un’accozzaglia caotica e poco efficace. Al contrario, sotto l’attenta regia dei due fratelli che hanno decretato la fortuna della trilogia dedicata a Cap, quello che all’inizio poteva sembrare un potenziale pericolo si rivela un valore aggiunto della pellicola. Va da sé che certe componenti del team allargato troveranno un maggiore spazio rispetto ad altre-oltre ai membri “storici” e ai Guardiani il Doctor Strange di Benedict Cumberbatch si ritaglia uno spazio di assoluto rilievo-, ma non avrebbe potuto essere altrimenti.

Verrebbe quindi da supporre che il punto di forza di Infinity War risieda nell’equilibrio con cui l’azione viene distribuita tra gli eroici guerrieri, tuttavia non è propriamente così. Il vero pregio di quest’ultimo capitolo è il villain, un autentico catalizzatore in ogni singola sequenza. Tra le principali critiche che si potevano muovere ad alcune recenti produzioni dei Marvel Studios vi era talvolta il cattivo di turno, accusato di essere troppo approssimativo o privo di fascino. Con Thanos un simile rischio viene spazzato via, e lo si intuisce facilmente fin dalla sua apparizione nei minuti iniziali. Siamo di fronte ad un’entità malvagia con una complessità psicologica raramente vista in una storia tratta dai fumetti. Il titano, la cui presenza minacciosa aleggiava-seppure marginalmente-fin da Avengers (2012), si dimostra un avversario dalle molte sfaccettature, grazie alle quali più di uno spettatore non potrà evitare di esserne in qualche modo affascinato. Il merito va al talento di Josh Brolin che, pur pesantemente trasformato dagli effetti digitali, conferisce un carisma da brividi al suo personaggio.

Un ulteriore pregio del blockbuster diretto dai Russo Brothers è la notevole capacità di dare vita a 150 minuti di azione ininterrotta di ottima qualità. Le scene di azione si susseguono infatti con un ritmo che non lascia tregua dal primo all’ultimo minuto. Emerge inoltre la loro bravura di saper coordinare al meglio un cast stellare in forma smagliante. C’è il rischio che qualcuno possa vedere un personaggio al quale è affezionato messo in secondo piano rispetto ad altri, tuttavia l’enorme quantità di ruoli/attori imponeva di fare delle scelte del cui esito è però difficile lamentarsi.

Conclusioni

Aggiungere nuovi elementi relativi al film rischierebbe di rivelare (anche involontariamente o parzialmente) spoiler che ne rovinerebbero la visione al cinema. Tanto vale perciò limitarsi a dire che il finale farà sobbalzare dalla sedia più di qualcuno e aprirà numerosi interrogativi riguardanti il sequel che uscirà l’anno prossimo. Comunque sia, resta il fatto che Infinity War è la quintessenza delle produzioni Marvel, una sintesi perfetta di quanto realizzato finora e (la prima parte di) una conclusione monumentale di una saga straordinaria.

Infinity War: dove eravamo rimasti?

Manca davvero pochissimo all’arrivo nelle sale italiane dello spettacolare confronto tra gli Avengers e lo spietato Thanos. Considerando che la storia riunisce tutti gli eroi Marvel di cui abbiamo fatto la conoscenza dal 2008 ad oggi e che la “guerra infinita” che questi si apprestano a combattere non è che la punta dell’iceberg di un susseguirsi di vicende e riferimenti – e non poche Gemme – che si trascinano fin dalla prima storica formazione del super team in Avengers (2012), ci sembrava il caso di proporvi un sintetico riassunto degli avvenimenti più importanti per poter guardare Infinity War sapendo tutto il necessario per apprezzarne ogni singolo fotogramma.

Iron Man, Cap, Thor & co.

Come ritroveremo i nostri eroi all’inizio dello scontro che minaccia la sopravvivenza del pianeta?
Al termine di Captain America – Civil War (2016) avevamo assistito alla spaccatura degli Avengers a causa della ratifica degli Accordi di Sokovia e alla loro conseguente divisione in due fazioni. Una, non riconosciuta dalle autorità nazionali, è guidata da Cap: tra le sue fila troviamo il Soldato d’Inverno, Falcon, Occhio di Falco, Scarlet ed Ant-Man. L’altra è al seguito di Iron Man ed è formata da War Machine, Black Panther, Visione, Vedova Nera e un giovane Spider-Man; questi ultimi agiscono sotto il controllo delle Nazioni Unite. Non ci è dato sapere se tra la Civil War e questo capitolo i rapporti tra i due gruppi siano migliorati, però stando alle dichiarazioni dei registi e del cast c’è da supporre che i dissapori del passato si faranno sentire non poco nelle dinamiche interne dei due team e dei rispettivi leader.

Non si può dire che l’illustre escluso dalla diaspora dei Vendicatori se la passi tanto meglio: dopo la distruzione di Asgard – e la perdita di un occhio – in Ragnarok (2017) abbiamo lasciato il Mitico Thor in viaggio verso la Terra con i superstiti del suo regno (Hulk compreso), ma un’enorme astronave li ha bloccati prima di poterla raggiungere.
Una delle principali curiosità che stuzzica i fan è vedere interagire i supereroi elencati qui sopra con i Guardiani della Galassia, che di recente hanno sconfitto il Celestiale Ego e possono ora contare su nuovi membri come Nebula (la sorella di Gamora) e Mantis. Dal trailer di Infinity si può intuire che la loro strada è destinata ad incrociarsi ben presto con quella del figlio di Odino.

Vale la pena spendere qualche parola per altri due personaggi. Doctor Strange è diventato il guardiano del santuario di New York e si appresta ad approfondire le sue competenze da stregone. Peter Parker invece sta pian piano imparando a gestire responsabilmente i suoi poteri di ragno e per il momento ha declinato l’invito di Tony Stark di unirsi agli Avengers.

Le Gemme dell’Infinito

Tra mille rumors, anticipazioni e supposizioni una delle poche certezze riguardanti la trama è che i nostri eroi dovranno vedersela con Thanos: un tiranno alieno intenzionato ad impossessarsi delle sei Gemme dell’Infinito, le quali nel corso degli anni si sono presentate a più riprese nelle pellicole targate Marvel. Le Gemme dell’Infinito sono sei frammenti cosmici dai poteri sovrannaturali. Se vengono riunite nel Guanto dell’Infinito, un artefatto in grado di riunirle tutte insieme e di imbrigliarne l’energia, donano il controllo assoluto della realtà, ed il possessore del Guanto diventa di fatto un essere onnipotente.

La Gemma dello Spazio è la prima a comparire nel MCU: è contenuta nel Tesseract utilizzato dal Teschio Rosso in Captain America – Il Primo Vendicatore (2011), sfruttato una settantina di anni dopo da Loki per portare i Chitauri sulla Terra in Avengers (2012), poi riportato ad Asgard e probabilmente ritornato nelle mani del fratellastro del Dio del Tuono nel finale di Thor – Ragnarok (2017). La Gemma della Realtà è apparsa in Thor – The Dark World (2013) e viene affidata dagli asgardiani al misterioso Collezionista. La Gemma del Potere è l’oggetto della contesa tra Ronan e i Guardiani della Galassia nell’omonimo film (2014) e, una volta sottratta dalle grinfie da Ronan, Star-Lord e compagnia la consegnano alla polizia intergalattica dei Nova Corps. La Gemma della Mente era stata prima inserita da Loki nel suo scettro per controllare le menti dei suoi nemici, è successivamente passata nelle mani del perfido barone Strucker per poi essere usata per dar vita a Visione in Avengers – Age of Ultron (2015). La Gemma del Tempo è incastonata nell’Occhio di Agamotto di cui si è servito Doctor Strange (2016) per sconfiggere la malvagia entità Dormammu.
Per ora non si sa ancora nulla della Gemma dell’Anima, ma siamo certi che Thanos abbia già le idee molto chiare su come farla finire nelle sue grinfie!

Sperando che questo mini riepilogo possa essere utile per calarsi in quest’ultima avventura nel Marvel Cinematic Universe con la giusta dose di preparazione ed entusiasmo, non resta che augurarvi di godervi finalmente quello che promette essere un magnifico cinecomic senza precedenti!

Thor: Ragnarok – RECENSIONE

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Per questo #LunedìLegacy vi darò in omaggio una doppia dose di “legacy“! Infatti oggi parleremo dell’evento, della casa delle idee, più atteso dell’anno: il Marvel Legacy!

Attenzione: contiene spoiler sull’attuale Multiverso Marvel.

 

Che cos’è?

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Uscirà negli Stati Uniti a partire da Novembre, ciò significa che in Italia dovrebbe arrivare più o meno verso Marzo 2018.
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