Svelata la data d’uscita della quarta stagione di Rick e Morty!

Buona notizia per tutti i i fan della serie animata Rick e Morty. Dopo diversi mesi di attesa la Adult Swim ha annunciato nei suoi canali ufficiali nei social che la quarta stagione uscirà a novembre. La notizia ci viene comunicata direttamente dai due protagonisti in un breve video che rispecchia alla perfezione lo stile della serie:

Purtroppo a novembre le nuove avventure di Rick e Morty debutteranno solo negli schermi USA e al momento non ci è dato sapere quando la quarta stagione verrà rilasciata anche in Italia. Nel frattempo non ci resta che ingannare l’attesa rivedendo la puntate delle prime tre stagioni su Netflix.

Netflix cancella The Punisher e Jessica Jones

La voce circolava già da alcune settimane, ma adesso la notizia è ufficiale: Netflix ha deciso di cancellare sia The Punisher che Jessica Jones. Dopo la cancellazione, nell’ordine, di Iron Fist, Luke Cage e Daredevil, ora dunque tocca anche alle ultime due serie Marvel superstiti nella piattaforma streaming. L’ufficialità è arrivata direttamente da Netflix che ha rilasciato a Deadline un comunicato nel quale annuncia la decisione di non rinnovare The Punisher per una terza stagione e che la prossima stagione di Jessica Jones – la terza – che uscirà nei prossimi mesi sarà l’ultima. Con l’occasione sono stati ringraziati gli attori che hanno interpretato i due personaggi, gli sceneggiatori e tutto il cast e la crew che hanno preso parte alle due serie.
Cala così il sipario sulla collaborazione tra Netflix e Marvel. La piattaforma di streaming della Disney che debutterà entro quest’anno sarà il nuovo contenitore delle serie targate Marvel, ma al momento è difficile immaginare che le serie dei quattro Defenders e di Punisher possano proseguire all’interno di Disney+. Una piccola speranza l’ha accesa Hulu, servizio alternativo a Netflix negli USA, che si è reso disponibile a far continuare le serie dei supereroi recentemente interrotte. Nei prossimi mesi ne sapremo sicuramente di più.

PS: Poche ore fa Jon Bernthal, l’interprete di Frank Castle, si è congedato dal suo personaggio ringraziando tutti i fan con questo post:

A tutti quelli che hanno servito. A tutti quelli che conoscono la perdita. A tutti quelli che amano e capiscono Frank e il suo dolore. È stato un onore vestire i suoi panni. Sono infinitamente grato ai fan del fumetto e agli uomini e donne dei Servizi Armati e alla comunità delle forze dell’ordine per i quali Frank significa davvero tanto. Grazie all’USMC e a tutti i meravigliosi soldati che mi hanno allenato. Dateci dentro. Statemi bene.

Ma il ringraziamento più grande va a lui, che ha saputo regalarci una versione del Punitore praticamente perfetta.

Daredevil – Stagione 3 – Recensione

Le prime immagini della terza stagione della serie dedicata al diavolo di Hell’s Kitchen erano state inserite al termine dei titoli di coda dell’ultima puntata della seconda stagione di Iron Fist, e pochi giorni dopo l’uscita di quest’ultima sono state diffuse in un teaser a sé stante: si tratta di pochi secondi durante i quali si vedeva il protagonista all’interno di un confessionale, sofferente ma risoluto, dire:”Preferisco morire come il Diavolo che vivere come Matt Murdock”. Queste parole riescono a rendere molto bene i presupposti alla base della terza stagione di Daredevil, disponibile in streaming su Netflix dal 19 ottobre. Le nuove puntate arrivano a oltre un anno di distanza dall’ultima apparizione dell’avvocato cieco nel crossover Defenders (2017), e dimostrano che la lunga attesa non è stata vana. Il terzo capitolo delle avventure del diavolo custode è un oscuro viaggio che ridisegna il percorso dell’eroe, uno scontro senza esclusione di colpi tra bene e male, una ricerca disperata della giustizia ostacolata dal ripresentarsi di fantasmi del passato. Man mano che si procede con gli episodi si ha la conferma di essere davanti al miglior prodotto del binomio Marvel-Netflix, che ha saputo offrire al pubblico una trasposizione autentica e al tempo stesso coraggiosamente innovativa di uno degli eroi più affascinanti della casa editrice di fumetti fondata oltre mezzo secolo fa da Stan Lee.

Trama

Al termine della battaglia combattuta insieme ai Defenders Matt Murdock era stato dato per morto, poiché il suo alter ego vestito di rosso si era sacrificato per salvare i suoi compagni ed era rimasto all’interno di un edificio crollatogli addosso. Ora si scopre che Matt è miracolosamente sopravvissuto, ma riporta numerose ferite, sia interne che esterne. A prendersi cura di lui ci pensano padre Lanthom e suor Maggie, che l’aveva accolto in orfanotrofio quando era rimasto orfano. Murdock comincia lentamente a guarire. Decide poi di riprendere la sua missione con metodi più estremi, tenendo lontane le persone a lui care. Karen e Foggy intanto hanno preso strade differenti: lei continua a fare la giornalista al New York Bullettin ed è convinta che il suo amico con la doppia vita non sia morto, lui invece sembra essersi rassegnato e continua la sua carriera di avvocato. Nel frattempo Wilson Fisk dal carcere stringe un accordo con l’FBI e riesce a farsi trasferire in un appartamento privato sorvegliato dai federali notte e giorno; da lì ricomincia a tessere le fila della sua potentissima rete criminale. Venutolo a sapere, Matt si attiva subito per trovare un modo per fermarlo. Tuttavia si renderà presto conto che è una battaglia troppo grande per un uomo solo, e tonerà a collaborare con i suoi due amici. Fisk naturalmente non rimarrà a guardare e risponderà mettendo ai suoi ordini un sicario con una mira formidabile.
La storia è liberamente ispirata al ciclo Born Again di Frank Miller (1986).

Recensione

L’intera stagione può essere vista come una sorta di ritorno alle origini. I trascorsi accaduti nella seconda stagione appaiono molto distanti e vengono a malapena citati, mentre i fatti di Defenders vengono ripresi, per ovvie ragioni, soltanto nelle puntate iniziali. Ed è proprio guardando i primi episodi che si ha la sensazione di osservare il protagonista ripartire da un nuovo Anno zero e deciso, in seguito alle troppe delusioni, a ripensare il suo ruolo di guerriero mascherato. Il filo si riallaccia così alla prima stagione, dalla quale riemergono diversi volti. Il simbolo emblematico di questa specie di rinascita è rappresentato dal ritorno della tuta nera con la quale Matt aveva mosso i primi passi nella sua lotta al crimine (non aspettatevi quindi di rivederlo con il tradizionale costume rosso con le corna, che sarà sì presente, ma non indossato dal suo legittimo proprietario).


Mentre “l’uomo senza paura” riparte da capo, parallelamente un grande cattivo prepara un piano che mira a farlo tornare a dominare sulla città, travolgendo tutti quelli che gli si oppongono. Lo scontro, quasi sempre a distanza, tra i due è il vero punto di forza di questo terzo arco narrativo. Merito sicuramente delle performance dei due attori, ma specialmente di Vincent D’Onofrio, che impersona il suo Wilson Fisk facendone trasparire tutta la follia e perfidia anche con il solo sguardo. Ad accrescere il livello della tensione ci pensa un altro antagonista, che irrompe prepotentemente fin da subito e ben presto si rivelerà essere un avversario dalle abilità straordinarie. A stupire in positivo è l’efficacia con cui viene inserito un villain del genere, ricco di sfaccettature e complessità, in un contesto che non rinuncia mai a mettere in scena ogni figura, sia nuova che vecchia, mettendone in luce le contraddizioni e le fragilità. La cornice realistica che fa da sfondo agli eventi è la solita Hell’s Kitchen, un quartiere-città che si mostra fragile e incline alla corruzione, similmente alla Gotham del Cavaliere Oscuro di Nolan.
Arrivata al terzo ciclo a quattro anni dal debutto, la serie mostra la sua netta superiorità rispetto alle altre della Marvel presenti su Netflix sotto molteplici aspetti, non da ultimo la qualità della regia e di alcune sequenze d’azione. Oltre ad un discreto uso delle luci e delle ombre, spiccano gli effetti sonori che stimolano il coinvolgimento dello spettatore e il ricorso a parecchi flashback inseriti con eleganza e di estrema importanza per comprendere fino in fondo un determinato momento. Ai combattimenti invece va riservato un discorso a parte: ne sono presenti almeno tre o quattro che garantiscono un alto indice di spettacolarità e di intrattenimento, grazie a dei piani sequenza che di rado vengono utilizzati così bene in un prodotto televisivo (per chi conosce bene le due stagioni precedenti non si tratta certo di una novità, e se ne avrà la conferma quando ammireranno la lotta di Matt in un corridoio pieno zeppo di carcerati intenzionati a non farlo uscire vivo dalla prigione).

Per quanto riguarda i difetti non è affatto semplice trovarne. Probabilmente la presenza di tante sottotrame non agevola la concentrazione sul plot principale, che talvolta risulta un po’ dilatato. Ciò è riconducibile al solito format di tredici puntate di durata variabile dai 45 ai 60 minuti, che spesso e volentieri costringe gli sceneggiatori a mettere troppa carne al fuoco.

La terza stagione di Daredevil si presenta dunque unendo il meglio delle due che l’hanno preceduta. Vista la recente cancellazione, dopo appena un paio di stagioni, di Luke Cage ed Iron Fist, l’intero futuro della collaborazione tra Marvel e Netflix è una gigantesca incognita. Visto l’ottimo risultato finora ottenuto, conviene sperare che il Diavolo riesca a non farsi trascinare a picco e torni a vigilare nell’ombra sul suo quartiere una quarta volta.

Marvel’s Luke Cage: cancellato il rinnovo dopo due stagioni

Una settimana dopo la cancellazione di Marvel’s Iron Fist, tocca anche Marvel’s Luke Cage chiudere definitivamente con la seconda stagione.

Ecco il comunicato stampa di Marvel e Netflix:

“Sfortunatamente, Marvel’s Luke Cage non tornerà per una terza stagione. Tutti a Marvel Television e Netflix sono grati allo showrunner, al cast e alla crew che ha portato in vita l’eroe di Harlem in queste due stagioni e tutti i fan che hanno supportato la serie.”

Questo potrebbe essere un’ulteriore segnale della chiusura dei rapporti tra Marvel e Netflix, con solo Daredevil, Jessica Jones e The Punisher rimaste al servizio di streaming, quest’ultima ancora senza data di uscita.

Il mancato rinnovo è stato una sorpresa dato che lo showrunner, Cheo Hodari Coker aveva già iniziato a mettere insieme gli autori per la terza stagione dedicata all’eroe di Harlem.

La terza stagione di Daredevil ha appena debuttato sulla piattaforma, The Punisher ha terminato recentemente le riprese della stagione 2 e la produzione della terza stagione di Jessica Jones inizierà a breve.

Speriamo soltanto che anche queste produzioni non subiscano il colpo d’ascia di Luke Cage e Iron Fist!

Luke Cage Stagione 2 – Recensione

In quasi perfetta contemporaneità con l’arrivo dell’estate, Netflix ha deciso di mettere a disposizione dei suoi abbonati i nuovi episodi di una delle serie frutto della collaborazione con Marvel Television: dal 23 giugno è infatti possibile vedere sulla piattaforma digitale più famosa del mondo la seconda stagione di Luke Cage, l’impavido protettore di Harlem dotato di pelle indistruttibile e forza straordinaria. Le nuove puntate mantengono intatte le caratteristiche della prima stagione e aggiungono ulteriori elementi di interesse che fanno prendere alla serie una piega più introspettiva e non votata esclusivamente all’azione. Se però da un lato si notano dei miglioramenti in positivo, dall’altro non si può fare a meno di evidenziare anche il ripetersi degli stessi difetti che si erano manifestati già al suo esordio e che sono comuni ad altri prodotti Netflix realizzati dalla Marvel. Rimane una serie che tanti appassionati di cinefumetti gradiranno, ma sarà impossibile non accorgersi che la presenza di alcuni punti deboli rende la visione non sempre piacevole.

La trama

Dopo aver protetto la sua amata Harlem dal gangster Cottonmouth e dal fratellastro Diamondback, le cose sembrano andare decisamente bene per Luke Cage. Ha risolto i suoi problemi con la giustizia, è andato a vivere con Claire Temple e nel quartiere afro-americano di New York tutti lo adorano: è stata creata perfino un’app per cellulare per tracciarne ovunque la posizione e la sua popolarità è alle stelle. Ma quando sembra che nulla possa turbare la ritrovata serenità dell’eroe delle nuove minacce si profilano all’orizzonte. L’ex senatrice Mariah Dillard non ha messo da parte le sue mire su Harlem ed è determinata come non mai a fare piazza pulita intorno a lei. Il suo principale ostacolo si rivelerà essere Bushmaster, un giamaicano desideroso di vendicarsi di Mariah per un vecchio torto e di diventare il nuovo signore del crimine al suo posto. A rendere particolarmente pericoloso Bushmaster è il nightshade, una potente sostanza derivata da una radice che potenzia il suo corpo rendendolo molto simile a quello di Cage. Luke dovrà proteggere il suo quartiere dalla lotta sanguinosa che si scatena tra i due criminali e si darà da fare per neutralizzare entrambe le minacce. Stavolta però dovrà pure reggere il peso della sua fama tra gli abitanti del quartiere, che spesso mal si concilia con la sua indole o le sue intenzioni. Si ritroverà a compiere scelte non semplici che lo costringeranno a fare i conti con chi è davvero e con quello che vuole diventare. Luke Cage è disposto a tutto per mantenere al sicuro la sua gente da chi vuole regnare sul suo territorio, ma Harlem può restare senza un re?

Recensione

Il secondo atto delle avventure dedicate a Power Man-questo è il nome da supereroe che ha nei fumetti-si distingue dai primi episodi a lui dedicati per un apprezzabile approfondimento psicologico dei personaggi principali e per l’efficacia con cui vengono illustrati i problemi quotidiani che deve fronteggiare Luke per essere un paladino costantemente sotto i riflettori. Lontano anni luce dallo stile Avengers, qui si può vedere come la troppa celebrità possa arrivare ad intaccare l’equilibrio psicologico di Cage o come un video girato con un cellulare possa farlo apparire improvvisamente vulnerabile. A far emergere ulteriormente i dilemmi interiori del protagonista ci penserà l’arrivo di suo padre. Il rapporto tra i due Lucas è uno degli spunti più degni di nota della serie, e buona parte del merito va a Reg E. Cathey, lo sfortunato interprete del padre di Luke (nonché volto noto per i fan di House of Cards) morto al termine delle riprese. I due villain tutto sommato funzionano in maniera efficace e contrapposta: se Bushmaster metterà alla prova fisicamente l’eroe, Mariah lo terrà impegnato con stratagemmi e trappole subdole.

Corollario indispensabile per accompagnare gli eventi che si susseguono è la colonna sonora, che alterna tracce hip-hop, rap e perfino jazz. Al termine di parecchie puntate sono anche presenti sequenze musicali live in cui si esibiscono i veri artisti autori dei brani.

La pecca maggiore della stagione è la stessa riscontrabile già in quella precedente, ovvero il numero di episodi rapportato alla storia. Tredici puntate da circa 50 minuti-con alcune che superano anche la durata di un’ora- risultano indubbiamente troppe per raccontare le vicende dell’indistruttibile afroamericano interpretato da Mike Colter. La lentezza dello svolgimento in qualche momento mette a dura prova l’attenzione dello spettatore, che si ritrova davanti alla presenza di non poche sottotrame che hanno l’unico scopo di allungare l’intreccio. A farne le spese è la velocità della narrazione, che viene ripetutamente rallentata da diversi espedienti di scarso interesse che si focalizzano su questo o l’altro comprimario. Tutto questo viene enfatizzato dall’eccessivo spazio riservato a dei personaggi che si rivelano meno interessanti del previsto e sembrano ormai aver poco da dire. L’esempio più lampante è quello della detective Misty Night, il cui ruolo sembra diventato troppo prevedibile e privo di fascino. Un discorso simile va fatto per Claire Temple, la compagna di Cage con il volto della brava Rosario Dawson, che dal suo debutto in Daredevil è andata progressivamente perdendo l’appeal che la contraddistingueva all’inizio (difatti pare che questa potrebbe essere la sua ultima apparizione in una produzione televisiva Marvel).

Ciò che invece appare ben congegnato è l’arrivo, verso metà della vicenda, di Iron Fist. L’entrata in scena del miliardario col Pugno d’acciaio porta una dose di vivacità in una fase in cui la trama sembra aggrovigliarsi e stentare a procedere. La comparsa di Danny Rand riporta un po’ di verve quanto mai necessaria; peccato che rimanga la sensazione di un’occasione almeno parzialmente sprecata, visto che la sua collaborazione con Power Man dura meno di quanto sia legittimo attendersi.

La seconda stagione di Luke Cage, pur compiendo degli evidenti passi in avanti rispetto alla prima serie, risente tanto delle quasi tredici ore di lunghezza totali. Essendo un difetto comune ad altri prodotti televisivi Marvel- la seconda stagione di Jessica Jones e la prima di Iron Fist, giusto per non fare nomi- sarebbe auspicabile in futuro vedere gli eroi del piccolo schermo in un formato più congeniale, magari prendendo spunto da The Defenders, la cui durata era di soli 8 episodi.

Impressioni a caldo su Death Note (bruciate sta roba! O forse no) – con la partecipazione di #MrT!

Draguffy Nachigawa

Dopo tanti mesi di attesa abbiamo finalmente potuto guardare Death Note. Non è una recensione bensì un’impressione a caldo dato che scriverò l’articolo in contemporanea con la visione del film. Ecco, cercherò di non essere estremamente cattivo. Ah, e ci saranno degli spoiler, ma puoi tranquillamente leggerli se hai intenzione di vedere solo l’anime o leggere solo il manga dato che non c’entrano niente col film. Avanti, leggimi!

The Defenders – Recensione Stagione 1

Sin dal momento dell’annuncio la serie crossover sugli eroi urbani Marvel-Netflix è finita sotto la lente d’ingrandimento, destando curiosità e generando un enorme attesa nei fan. Riuscirà la serie a rispettare le alte aspettative?


Avanti, leggimi!

Castlevania – Stagione 1

E’ ormai chiaro che Netflix sembra provare un’amore inarrestabile verso gli anni 80, sempre più di moda, e sempre più presenti nelle loro produzioni, basti pensare a Stranger Things o alla recente GLOW. Fra queste si inserisce la serie anime dedicata a Castlevania, storica serie videoludica targata Konami, nata nel 1986 e da allora approdata su qualsiasi piattaforma di gioco in tutto il mondo, fino a giungere sui nostri schermi. Avanti, leggimi!

Sense8: Netflix cancella la serie dopo due stagioni

Ci sono alcune notizie che dei fan non vorrebbero ricevere, tra queste notizie vi è la cancellazione di una serie TV a cui si è affezionati.

Netflix ha annunciato la cancellazione della serie con le parole di Cindy Holland, vicepresidente ai contenuti originali del colosso dello streaming TV Avanti, leggimi!