X-Men – Dark Phoenix – Recensione

Il 2019 è l’anno in cui si chiudono diverse saghe di successo: a fine aprile è stato il momento di dire addio- non senza qualche lacrima- agli Avengers, il mese seguente è toccato a Game of Thrones e a dicembre la nuova trilogia di Star Wars si concluderà con il nono episodio. In mezzo a tanti addii importanti c’è il rischio che passi in secondo piano l’ultimo capitolo di una saga tra le più longeve ed innovative della storia del cinema, la prima dedicata ad un gruppo di eroi dei fumetti e che ha fatto da apripista alle successive trasposizioni degli albi della Marvel. Si sta parlando ovviamente degli X-Men, il team di mutanti che ha debuttato sul grande schermo nel 2000 e che torna adesso nelle sale con Dark Phoenix, l’ultima produzione targata 20th Century Fox prima dell’acquisizione di quest’ultima da parte della Disney. Questo settimo lungometraggio dedicato all’intera squadra (farebbero infatti parte della serie anche gli stand-alone di Wolverine e Deadpool, entrambi membri più o meno stabili della compagine di mutanti) chiude le vicende dei personaggi che ci hanno accompagnato quasi per un ventennio. Si tratta di un atto conclusivo che però stenta a soddisfare pienamente, in quanto sembra di assistere ad una storia già vista, nella quale vengono trattati marginalmente alcuni aspetti che avrebbero invece meritato maggiore spazio. Guardandolo non ci si può certo rammaricare per il termine di un ciclo che aveva toccato i suoi punti più alti nei capitoli diretti da Bryan Singer, che con Apocalypse (2016) si è congedato definitivamente dall’universo degli X-Men. Qui viene ripresa prontamente l’impostazione dei tre prequel precedenti, ma ci sono diverse scelte poco convincenti, soprattutto nella seconda metà del film dove abbondano confusione ed approssimazione. Sarebbe difficile etichettarlo subito come il peggiore della saga, ma di sicuro non verrà ricordato alla pari di altri capitoli finali decisamente più memorabili.

Trama:

Nel 1992, nove anni dopo lo scontro con il malvagio mutante Apocalisse, gli X-Men guidati dal professor Xavier sono ormai diventati degli eroi nazionali a tutti gli effetti: sono accettati dalla popolazione e collaborano con il governo che gli affida operazioni che sarebbero eccessivamente rischiose per i normali esseri umani. Durante una missione nello spazio per salvare degli astronauti, Jean Grey viene investita da quello che in un primo momento pareva essere soltanto un brillamento solare. Quello che avrebbe dovuto essere un incidente mortale inizialmente pare non aver causato alcun danno alla giovane mutante, che però poco dopo esser tornata sulla Terra inizia a mostrare i primi segni di squilibrio. Ulteriormente potenziata da una misteriosa forza extraterrestre e scioccata da delle rivelazioni sul suo passato, Jean perde il controllo dei suoi poteri e da preziosa telepate diventa un pericolo da combattere. Charles Xavier, aiutato da Mystica, Bestia, Ciclope, Tempesta, Nightcrawler e Quicksilver, proverà a riportare la sua allieva sulla retta via, ma dovrà fare i conti con i suoi errori e i suoi segreti. A complicare ulteriormente il compito del Professor X e dei suoi studenti ci penserà un sinistro alieno mutaforma intenzionato ad impossessarsi del potere che ha portato Jean a diventare una minaccia. Nello scontro verrà coinvolto anche Magneto, che vive ritirato in un’isola dove è a capo di una piccola comunità di mutanti.

Recensione:

Tra i motivi che rendono Dark Phoenix un cinecomic tutt’altro che impeccabile vi è senz’altro una mancanza di elementi veramente suggestivi e diversi da quelli già visti nei capitoli passati. Il soggetto di partenza è uno degli archi narrativi a fumetti più amati dai fan dei mutanti inventati da Stan Lee nei primi anni ’60, ed era dunque lecito attendersi un adattamento di che rendesse giustizia ad un ciclo di storie dal grande impatto emotivo. Al contrario, ci si ritrova ad assistere ad una pellicola che parte piuttosto bene per poi incartarsi progressivamente in uno svolgimento che ricalca contrapposizioni e lotte che nulla aggiungono a quanto visto sia nella trilogia avviata da Singer sia nell’ultima ambientata nel ventesimo secolo. Lo scontro Professor X/Magneto, il singolo mutante da solo contro tutti, il villain alieno che vuole distruggere l’umanità, il combattimento finale in cui ogni singolo supereroe fa la sua parte, sono tutte caratteristiche per nulla nuove, tanto da dare la sensazione che questo settimo x-movie non aggiunga nulla per cui valga la pena ricordarlo. Gli unici due personaggi che qui subiscono un’evoluzione interessante sono Charles Xavier, messo brutalmente davanti ai suoi fallimenti dovuti al suo senso di superiorità e al suo egocentrismo, e naturalmente Jean Grey, sopraffatta dai traumi della sua infanzia e incapace di controllare un potere che porta con sé morte e distruzione. Tutti gli altri rimangono quasi marginali alla storia, e rimane la sensazione che alcuni avrebbero meritato un maggiore spazio (Quicksilver e Tempesta, giusto per non fare nomi). Pure alcune dinamiche interne tra i protagonisti, abbozzate o lasciate aperte in Apocalypse, vengono inaspettatamente tralasciate.


Va comunque riconosciuta la buona prova attoriale dei membri del cast, in particolare di Sophie Turner, che impersona in maniera credibile il conflitto interiore di una ragazza che si ritrova suo malgrado ad essere un pericolo per coloro che la circondano. Non si può dire altrettanto della pur brava Jessica Chastain, che appare un po’ sprecata nei panni di un mutaforma che non è altro che un villain generico e poco approfondito.
La regia di Simon Kinberg, all’esordio dietro la macchina da presa ma con ben quattro titoli sugli X-Men di cui ha firmato la sceneggiatura, si focalizza principalmente sull’approfondimento psicologico mettendo in secondo piano la componente d’azione. L’idea di base poteva funzionare, ma sarebbe servito conferire uno sviluppo maggiormente corale alla trama e rappresentare meglio certi passaggi che vengono liquidati troppo velocemente o senza soffermarsi a dovere.

Non va dimenticato che Dark Phoenix ha avuto una fase di lavorazione alquanto travagliata, tanto da far posticipare di sette mesi la sua distribuzione a causa di riprese aggiuntive volute dai produttori che non erano soddisfatti della conclusione. Questo non è mai un bel biglietto da visita per un cinecomic, e la versione distribuita nelle sale lo dimostra. Gli appassionati degli X-Men troveranno sicuramente qualcosa da apprezzare, ma non si può fare a meno di domandarsi se era davvero indispensabile mettere a punto un’altra trasposizione quando tutte le frecce migliori erano già state scoccate. Ora la palla passa in mano alla Marvel, e un discreto ottimismo nel vedere i leggendari mutanti inseriti all’interno del Marvel Cinematic Universe è d’obbligo.

Morto Stan Lee

Oggi è morto Stan Lee, il leggendario creatore dei supereroi Marvel, aveva 95 anni.

Creatore di personaggi indimenticabili come Spider-Man, X-Men, Black Panther e I Fantastici Quattro, editore e direttore di Marvel Comics aveva fatto la fortuna della Casa delle Idee.

Addio Stan, vogliamo ricordarti sorridente come in ogni tuo cameo.

EXCELSIOR!

Stan Lee

Marvel Legacy – #LunedìLegacy

Per questo #LunedìLegacy vi darò in omaggio una doppia dose di “legacy“! Infatti oggi parleremo dell’evento, della casa delle idee, più atteso dell’anno: il Marvel Legacy!

Attenzione: contiene spoiler sull’attuale Multiverso Marvel.

 

Che cos’è?

Il Marvel Legacy è un evento che coinvolgerà praticamente tutte le testate Marvel e servirà da ennesimo reboot del multiverso, per quel che ne sappiamo.
Uscirà negli Stati Uniti a partire da Novembre, ciò significa che in Italia dovrebbe arrivare più o meno verso Marzo 2018.
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Wolverine: La morte e il dopo – #LunedìLegacy

Le origini

Logan, James Howlett, Weapon X. Wolverine ha avuto molti nomi durante la sua lunga vita. Nato nel 1883 circa, la sua prima apparizione rissale al 1974 come personaggio secondario in Incredible Hulk vol 1 180; l’allora sceneggiatore Len Wein non sapeva che quel personaggio sarebbe diventato presto uno dei supereroi più iconici della storia fumettistica americana.
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LOGAN – THE WOLVERINE (2017) RECENSIONE

Nel mondo reale la gente muore – Logan

Dopo 17 anni di onorata carriera, tra episodi ben riusciti ed altri meno, il fatidico momento è arrivato: Wolverine è al passo d’addio. Hugh Jackman saluta l’eroe con gli artigli di adamantio a cui ha dato volto (e una discreta dose di carisma) dal primo X-Men fino a quest’ultima avventura, tanto crepuscolare quanto introspettiva. Avanti, leggimi!